
CUORGNE' - La magia del cinema per far riflettere i giovani studenti sulle tematiche della parità di genere, del rispetto e della violenza contro le donne. E’ stata una giornata speciale e carica di significato quella che hanno vissuto mercoledì scorso, 22 novembre 2023, circa 500 allievi degli istituti superiori dell’Aldo Moro di Rivarolo Canavese, del 25 Aprile-Faccio di Cuorgnè e Castellamonte, del Ciac di Valperga e della media di Vico. Merito di un evento di portata nazionale intercettato dallo storico Cinema Margherita di Cuorgnè, grazie all’impegno e passione della sua giovane titolare, Valeria Giacoma Rosa, e alla collaborazione con le scuole locali.
A pochi giorni dalla Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne, gli studenti hanno assistito alla visione del film campione d’incassi "C'è ancora domani" per poi partecipare, insieme ad altre 300 scuole italiane (per un totale di oltre 55mila alunni) ad una diretta streaming con l'intervento della regista e attrice Paola Cortellesi. Con lei c’erano la collega Emanuela Fanelli, Romana Maggiora Vergano e Celeste Costantino della Fondazione Una Nessuna Centomila. Attraverso questa bella iniziativa gli studenti hanno potuto interagire con Cortellesi e relatori con domande e spunti di riflessione su un argomento di grande attualità.
«Un grazie va ai professori e professoresse per aver creduto nel potere dell’arte e della cultura ed aver accompagnato gli studenti al cinema in questa importante occasione – ha commentato la 29enne, Valeria Giacoma Rosa – Lo schermo è come uno quadro, un libro, è come l’arte in generale: senza la vostra immaginazione, la vostra singola esperienza quello che vedete rimane una sequenza di immagini. Siete voi che date vita al film e accendete questa sala condividendo un’esperienza. Nel bene o nel male qualcosa vi lascerà e uscirete dal cinema un po’ diversi. Non vedevamo la sala così piena da Barbie. E’ bellissimo. Proprio Greta Gerwig, che ha curato la regia di Barbie, è la prima regista donna ad aver raggiunto più di 1 miliardo di incasso al box Office. Paola Cortellesi non è da meno, fa il suo esordio alla regia e diventa il film italiano più visto di quest’anno con un incasso di oltre 20 milioni con quasi 3 milioni di presenze. Una cifra che crescerà ancora. Il bello tuttavia è la risposta del pubblico, perché sono due film di due registe dove si fa emergere il ruolo della donna più consapevole e sovversivo rispetto ai paradigmi in cui è sempre (ed è in parte) inquadrata in una società patriarcale».
«Il film è ambientato nell’Italia del dopoguerra e Cortellesi si ispira al cinema neorealista, in bianco e nero, dove si sceglieva di raccontare la quotidianità – continua Valeria Giacoma Rosa - E’ uno spaccato di vita di famiglie dell’epoca dove la maggior parte delle donne - dalla classe più povera a quella più benestante - vivevano in uno stato di repressione e di possesso da parte degli uomini, senza indipendenza economica, senza libertà di espressione. Veniva loro ripetuto continuamente: “stai zitta”, “stai al tuo posto”. Si parla di violenza fisica, verbale tra le mura domestiche che ha attanagliato la vita di tante delle nostre nonne e bisnonne e che ancora non è scomparso. Qualche giorno fa è stata uccisa dal suo ex ragazzo Giulia Cecchettin, aveva solo 22 anni. In Italia quest’anno sono stati registrati 285 omicidi, di questi 103 erano femminicidi, di cui 83 in ambito familiare/affettivo; di cui, 54 per mano del partner o ex partner. Tutto ciò è scatenato dalla mentalità del possesso che ancora vive nella nostra società e che ritroviamo in “C’è ancora domani” che però è ambientato 80 anni fa. Certo molte cose sono cambiate, ma non tutto. Ma questo film vuole lasciarci un messaggio di speranza: si può gridare, fare la differenza anche a bocca chiusa, con i mezzi che abbiamo a disposizione. Ognuno di noi nel proprio piccolo, attraverso parole e azioni può apportare un cambiamento, e un grosso aiuto potrebbe darlo l’insegnamento e la scuola, dedicando il giusto tempo all’educazione affettiva. Ho lasciato i ragazzi alla visione del film citando le parole di Michela Murgia attivista scomparsa quest’anno: “Questo libro è dedicato a tutte le persone che hanno fatto del silenzio una cosa che va rotta”. L’ho fatto nella convinzione che gli studenti di oggi possano essere il cambiamento e rompere il silenzio».












