CUORGNE' - Melania Giglio interpreta a teatro la grande Amy Winehouse - FOTO

CUORGNE’ - Amy Winehouse, l’amore è un gioco a perdere: l’attrice canavesana Melania Giglio interpreta la grande cantautrice britannica, scomparsa a luglio del 2011 nella sua casa di Londra. L’atteso spettacolo è in programma il 2 agosto ad Alba Fucens, meraviglioso anfiteatro romano situato in Abruzzo, nel Comune di Massa d’Albe, che ospiterà la settima edizione di Festiv'Alba, rassegna di eventi estivi organizzati dall’associazione culturale Harmonia Novissima. Poi subito il bis a Gualdo Tadino, al Teatro Stabile dell'Umbria, giovedì 3 agosto alle 21.30, nella splendida cornice della Rocca Flea.

Teatro e musica andranno a braccetto mentre vestirai i panni di Amy Winehouse, talentuosa e fragile cantante con una voce straordinaria. Quale Amy Winehouse porterai sul palco? Raccontaci qualcosa di questo atteso spettacolo: «Sono molto contenta perché è un progetto che volevo realizzare da tempo – spiega Melania Giglio - Ho voluto raccontare le tappe della carriera, ma soprattutto gli ultimi giorni di vita di questa grande cantautrice. Con questo spettacolo voglio andare oltre certi pregiudizi, preconcetti e convinzioni che non corrispondono al vero su Amy Winehouse. Quel 2011 era per lei un momento di rinascita. E’ stata portata via da un arresto cardiaco dovuto alle condizioni fisiche generali non buone, ma non si drogava più da tempo quando purtroppo è scomparsa. Ho voluto renderle giustizia, portando in scena la sua parte più fragile, votata anche all’autodistruzione di sé, ma evidenziando pure il suo incredibile e unico lato creativo, le sue canzoni, la sua musica e il suo ruolo di innovatrice».

Non è la prima volta che interpreti una grande artista. Tutti ricordano le emozioni che hai regalato con Edith Piaf – L’usignolo non canta più. Quanto è difficile, quanta passione, sensibilità ci vuole per entrare in simbiosi con chi interpreti? «Ci vuole innanzitutto molto rispetto per chi si interpreta – spiega Melania Giglio – Per Edith Piaf come per Amy Winehouse sono partita dalla loro sensibilità artistica, ma non ne faccio una bieca imitazione. Le interpreto. Altrimenti si rischia l’effetto “Tale e quale show”. Ho un occhio di riguardo per l’aspetto artistico. La tonalità musicale è la loro, ma c’è molto di mio. E’ la “mia” Amy, come la leggo. Non avrebbe senso un mero copia e incolla».

Ultimamente hai strappato applausi con "Sonetti d’amore" all’arena del Gigi Proietti Globe theatre. Hai un ricordo particolare di Gigi Proietti e quanto manca al mondo dello spettacolo un grande artista come lui? «Il Globe è ancora chiuso e sotto sequestro. Mantenere in piedi l’arena è stato micidiale – spiega l’attrice cuorgnatese – la famiglia Proietti e il Comune di Roma hanno fatto un enorme sforzo per non lasciare la città senza la stagione shakespeariana. Stiamo, tutti insieme, umilmente cercando di non far morire il sogno artistico di Gigi Proietti. Lui mi e ci manca particolarmente. Era un artista vero. Passavo mezz'ore al telefono con lui chiacchierando su come dire una certa battuta o su quale spettacolo e progetto concentrarci. Era un rapporto impagabile. Gigi Proietti ha lasciato un segno indelebile per Roma e tutta l’Italia».

Ultima domanda legata al Canavese. Quando sarai alle nostre latitudini con qualche tuo progetto? «Sono stata a novembre 2022 a Rivarolo Canavese con il monologo teatrale “Voci di donna” – conclude Melania – Sono legata al mio territorio, ma, devo essere onesta, dal punto di vista teatrale non c’è tanto. E’ un problema di base, di politica culturale che viene portata avanti. Mancano, per esempio, i grossi festival estivi. Se si realizzano in realtà come Avezzano, non vedo perché non farli in Canavese. Comunque, continuerò a proporre i miei progetti e se ci sarà la possibilità tornerò volentieri».