CUORGNE' - Avventura e mistero: alla scoperta dei segreti di Helios scritto da Aldo Piglione - FOTO

CUORGNE’ - L’estate è, per tradizione, uno dei periodi migliori per staccare la spina e rilassarsi, magari in compagnia di un buon libro. In spiaggia come in montagna, ci si può tranquillamente far «rapire» da romanzi che appassionano il lettore dalla prima all’ultima pagina. Così è per «Helios», scritto dall’autore cuorgnatese, Aldo Piglione, e pubblicato da Gruppo Albatros il filo.

Da dove arriva e come è cresciuta la tua passione per la scrittura? «E’ una passione nata per caso, che arriva da lontano. Mi accompagna da una 20ina di anni – spiega Aldo Piglione, che è apprezzato musico nell’Accademia Filarmonica dei Concordi di Cuorgnè e storico componente dei Tro.Ta. del Torneo di Maggio alla corte di Re Arduino – La fase scatenante è dovuta proprio alla mia assidua frequentazione del Torneo di Maggio e alla mia abitudine di andare a correre lungo le strade e luoghi, tra Cuorgnè, Pont e Sparone, legati alle vicende del primo Re d’Italia. Percorrendo quegli antichi sentieri ho lasciato spazio alla fantasia immaginando storie di misteri, cavalieri, contadini, dame, fino al punto di chiedermi: perché non scriverle? Dopo essere diventato padre, ho fatto mio l’aforisma di Robert Kiyosaki, secondo cui nella vita bisogna piantare un albero, fare un figlio e scrivere un libro. Mi mancava quest’ultimo. Lacuna colmata con Bigorrah!».

A chi ti ispiri come scrittore? Qual è il genere che preferisci? «Ritengo che più si legge, più si impara. Non ho un solo autore come punto di riferimento. E’ più il genere, tra avventura e mistero, che mi ispira. In questo senso, tra i miei scrittori preferiti ci sono senza dubbio Jack London, Georges Joseph Christian Simenon, Ernest Hemingway e Wilbur Smith».

Quali qualità deve avere uno scrittore oggi? «Non mi reputo uno scrittore nel senso di chi scrive per vivere - aggiunge Aldo Piglione - Anche se, avendo pubblicato due libri, per forza di cose lo sono. Oggi, come ieri e domani, credo che per fare lo scrittore servono: costanza e pazienza. Non bisogna mai demordere. Scrivere un libro è un po’ un “parto”, per la mia esperienza. Le fasi di realizzazione di un romanzo, la documentazione, la stesura, la revisione, il taglio, sono lunghe. Quando si dice che un libro è “una fatica letteraria” un po’ è vero. Tuttavia, la fase creativa è un piacere immenso. Scrivere comincia ad essere una mia esigenza. Alla sera, quando mi siedo davanti al PC sono insieme ai miei “personaggi” del libro. Loro sono gli eroi di tutti i giorni, non hanno tutte le risposte. Diciamo che, mi piace pensare, che la trama del romanzo nasca chiacchierando insieme a loro. Quando sto scrivendo sono nella mia comfort zone. Mi alleggerisce e rilassa, portandomi lontano dai problemi lavorativi e quotidiani».

Helios è un romanzo che racconta di un viaggio rocambolesco in mezza Europa e Canavese. E’ ricco di colpi di scena e misteri. Come è nata l’idea del libro? «I protagonisti sono gli stessi, sostanzialmente, del primo libro Bigorrah!. Tuttavia, averlo ambientato ai giorni nostri e non più nel medioevo mi ha portato a “demagicizzare” molto Helios. E’ più realistico. Anche in questo caso, il libro nasce da un singolo evento scatenante attorno al quale ho costruito la storia. Sono un appassionato di vicende belliche, di tutte le epoche, e delle innovazioni tecnologiche che sono scaturite dalle guerre e che hanno influenzato la vita degli uomini anche dopo i conflitti. In particolare, questa volta la mia attenzione è stata attirata da un articolo sulla stazione meteo tedesca insediata nelle isole dell’arcipelago Svalbard, durante la Seconda Guerra Mondiale. Un avamposto talmente sperduto che i soldati del posto hanno saputo solo molto dopo della fine della guerra. Un'altra mia passione è cucinare, per cui nel romanzo c'è molta cucina e buoni piatti che in un certo senso ho condiviso coi miei personaggi sedendomi a tavola con loro. Quindi il lettore potrà viaggiare con la fantasia e allo stesso tempo sentire in bocca una sorta di piacevole acquolina accompagnatrice».

Progetti e iniziative future, cosa c’è nel cassetto da scrittore di Aldo Piglione? «Sicuramente, ci sono alcune presentazioni del libro. A settembre sarò con Helios a Ronco Canavese, quindi nella mia Cuorgnè, per la prima ufficiale “in casa” del romanzo, e poi a Rivarolo. Come progetto futuro c’è un terzo libro. Ma non ho proprio il dono della sintesi, visto che scrivo volumi da 600 pagine, e quindi serve tempo. Potrebbe essere l’ultimo capitolo della trilogia oppure una storia completamente nuova. Mi piacerebbe scrivere un libricino con le mie avventure di naja, vissute nell’anno di servizio di leva».