CUORGNE' - Commemorati i Partigiani che 77 anni fa persero la vita a Voira e Pedaggio

CUORGNE' - Si è svolta con la deposizione di due corone d'alloro questa mattina a Cuorgnè la commemorazione dei Partigiani caduti a Voira e Pedaggio nel 1944: tragici episodi che hanno segnato la Resistenza nel Canavese. La manifestazione è stata organizzata dalla sezione cuorgnatese dell’Anpi e dalla città delle due torri e ha visto la partecipazione del parroco don Ilario Rege Gianas, di Roberto Rizzi, presidente dell’Anpi di Cuorgnè, di Aldo Fenoglio, segretario Anpi di Cuorgnè, degli assessori, Davide Pieruccini e Carmelo Russo, del consigliere, Vanni Crisapulli, del comandante dei Carabinieri di Cuorgnè, Gian Marco Altieri, del comandante della Polizia Municipale locale, Linuccia Amore, e dei rappresentanti della Banda musicale di Cuorgnè e delle associazioni del territorio.

Il consigliere comunale, Vanni Crisapulli, ha portato ai presenti il saluto del Sindaco, Beppe Pezzetto, e ha rivolto un caro saluto a Rabain e alla sua famiglia: «Questi fatti che ricordiamo oggi sono solo due dei tanti avvenimenti che hanno caratterizzato la lotta per la Resistenza nelle nostre valli e nel nostro Comune di Cuorgnè, medaglia d’argento al valore militare nella lotta di Liberazione. La Resistenza fu un’esperienza collettiva fatta da tante persone di origine diversa, di storia diversa, di formazione politica diversa o a volte assente. Dall’impegno di quei tanti è maturata la consapevolezza che poi ci ha dato la Costituzione. Libertà, democrazia, diritti e giustizia sociale. Questi, a quasi 80 anni dalla fine della lotta per la Liberazione, i valori ancora intatti che ci sono stati consegnati come eredità etica, morale e politica dalla Resistenza. E sono gli stessi ai quali ci riportano Rabain, Eugenio Bertoglio e Renzo Savio, partigiani ancora presenti fra noi e che siamo stati fortunati ad aver ascoltato e conosciuto. La storia è anche la nostra carta di identità: si è giunti a determinati traguardi proprio perché si è passati attraverso situazioni specifiche. Ricordare ciò che gli altri dimenticano fa si che i fatti non perdano significato nel tempo. Sempre viva la Costituzione e viva l’Italia».

«E’un onore per me partecipazione a questa commemorazione – ha detto Rocco Larizza del Comando Provinciale Anpi di Torino – Queste valli hanno dato un contributo straordinario alla Resistenza, grazie ai loro combattenti e coraggiosi che non guardavano il pericolo e si sono sacrificati per noi. Molti dei sopravvissuti ci hanno testimoniato nel corso degli anni cosa ha significato questa dura lotta. Noi oggi ricordiamo questi ragazzi, intorno ai 20 anni, che sono cresciuti durante il ventennio fascista eppure di fronte alla necessità di scegliere hanno saputo scegliere. Hanno scelto la parte giusta, di combattere per la libertà. Perché si può scegliere sempre e questo dobbiamo insegnarlo anche ai nostri giovani di oggi. Quando si è di fronte a delle ingiustizie, ad eventi che mettono a rischio la libertà, che mettono in discussione la Costituzione, allora bisogna schierarsi. La Liberazione non è stata un miracolo, ma il riscatto pagato a caro prezzo con il sangue dei più generosi. Le battaglie che oggi ricordiamo sono del 1944, quando si era ancora lontani dalla Liberazione, eppure sono state battaglie di Liberazione vera e propria. Non scaramucce. Sono state un esempio di cosa avrebbe potuto essere la vera Liberazione. Se si vuole costruire un mondo nuovo e democratico è necessario arrivare a un punto di pacificazione. Così è successo in Italia o in altri Paesi, come il Sud Africa. Ma pacificazione non significa parificazione. Mi viene in mente un episodio raccontato da un grande antifascista come Vittorio Foa. Una volta in Parlamento incontra un rappresentante dell’altra parte, che hanno fondato il Movimento Sociale. Quest’ultimo gli dice: “Beh, ci siamo combattuti ma finalmente siamo tutti qua assieme”. Foa rispose: “Sì. Siamo tutti assieme perché ha vinto la mia parte, altrimenti io sarei ancora in galera o al confino. E’ stata quindi una Libertà conquistata anche per quelli che non l’avevano capito. E’ stata una Libertà inclusiva, della quale la Costituzione è il suo fulcro. Ecco perché quando la violiamo facciamo un torto a chi ha dato la vita per la nostra libertà».