
CUORGNE' - Un grande traguardo e un compleanno speciale. Nello scorso week-end, ha compiuto 100 anni il cuorgnatese «Rabain». Rabain è il nome di battaglia del Partigiano Ettore Giacoletto. Classe 1921, il conosciuto e stimato canavesano è stato protagonista di alcune delle pagine più importanti del Novecento Italiano: la campagna di Russia e la Resistenza. Nel 1942 fu chiamato in guerra ed arruolato nel primo Reggimento Artiglieria Contraerea con destinazione Africa. Tuttavia, le navi che trasportavano il materiale militare imbarcato preventivamente naufragarono e il Ministero della Difesa decise di inviare il Reggimento di Giacoletto in Russia assieme ai reparti dell’Armir. La Campagna di Russia fu terribile. Il canavesano, aiutato da una coppia di contadini russi e soccorso dalla Croce Rossa, riuscì con coraggio a sopravvivere e a tornare in Italia e a Cuorgnè. Doveva riprendere servizio il 9 settembre 1943, il giorno successivo l'armistizio con gli Alleati, ma lui ed altri giovani concittadini scelsero di combattere per essere liberi.
Il 29 giugno 1944 i partigiani operanti nel Canavese assaltarono la caserma di Courgnè per impadronirsi delle armi e catturare le SS italiane presenti. L'operazione riuscì, ma al termine della giornata Rabaìn e alcuni suoi compagni furono coinvolti in un conflitto a fuoco con altri fascisti. I Partigiani rimasero tutti uccisi, soltanto Ettore rimase ferito. Trovò un riparo ma fu scoperto e catturato. I fascisti, dopo averlo inutilmente interrogato e torturato, decisero di fucilarlo poco distante con due cittadini ignari di tutto. Il plotone scaricò i colpi dovuti. Rabain non fu colpito, ebbe la prontezza di buttarsi a terra, Un fascista si avvicinò per sparargli il colpo di grazia. La pallottola gli frantumò l'osso sacro, bucando l'intestino e uscendo di fianco. Creduto morto Rabaìn fu lasciato sul prato. Riuscì ad allontanarsi trascinandosi fino a un cascina vicina dove fu aiutato dai proprietari a raggiungere l'ospedale. Qui tuttavia venne scoperto e arrestato. I partigiani si attivarono per il suo rilascio. Lo scambio con alcune SS andò a buon fine. Protetto dai compagni Partigiani Giacoletto riuscì quindi a giungere alla Liberazione.
Appassionato vignaiolo, il centenario Ettore Giacoletto, che ha vissuto sempre a Cuorgnè, dove ha lavorato come operaio all’ex Manifattura, è stato festeggiato da conoscenti e familiari. «Rabain anni 100. Ha sfidato il gelo russo. le pallottole fasciste, i tradimenti in tempi di guerra, le ferite da arma da fuoco, ora sfida il tempo. Passo dopo passo, anno dopo anno. Un esempio per le nuove generazioni che vogliono imparare da chi ha contribuito a formare la. nostra democrazia scolpita nella Costituzione – ha scritto sui social il nipote Gabriele Francisca, ex sindaco di Valperga - Manda una carezza a tutti e continua la sfida con il tempo. Ora è sempre resistenza!».








