
CERESOLE REALE - La mostra Ciak, si scala!, prodotta dal Museo Nazionale della Montagna di Torino,è presentata da Iren nello spazio espositivo della Casa Alpina, presso la diga di Ceresole Reale – in occasione del Centenario del Parco del Gran Paradiso. Dopo l’allestimento a Trento, Palazzo Roccabruna - in collaborazione con la Camera di Commercio locale e in occasione del 70° anniversario del Trento Film Festival - la mostra arriva in Piemonte con un doppio allestimento. La sezione principale sarà visitabile al Museo a partire dal 15 luglio nel maggiore spazio dedicato alle esposizioni temporanee, mentre la sezione distaccata di Ceresole sarà aperta ai visitatori già il 3 luglio.
Dal primo film di alpinismo al cinema digitale del nuovo millennio, passando per film a soggetto e riprese di documentazione, lungo un arco di tempo di centoventi anni, tanti quanti ne conta la filmografia che ha avuto tra i protagonisti le montagne e l’arte di scalarle fin dalle origini. L’esposizione - a cura di Marco Ribetti, vicedirettore del Museomontagna e conservatore della Cineteca storica e Videoteca, con testi di Roberto Mantovani, giornalista e storico dell’alpinismo - presenta manifesti originali e foto di scena selezionati tra i circa 8.000 beni del Fondo Documentazione Cinema delle Raccolte iconografiche Museomontagna e sequenze di film dalla sua Cineteca storica e Videoteca.
RASSEGNA DI FILM DI MONTAGNA AL PALAMILA DI CERESOLE ESTATE 2022
LUNEDI' 8 AGOSTO, ORE 18,30
Everest Sea to Summit di Michael Dillon
Vincitore della Genziana d’oro al Trento Film Festival nel 1993, è un film di alpinismo, ma soprattutto di esplorazione in cui viene narrata un’impresa apparentemente impossibile: raggiungere la cima dell’Everest partendo a piedi dalla Baia del Bengala, in India. Quello di Tim Macartney-Snape è un viaggio profondo di oltre 800 chilometri, percorsi insieme alla moglie Ann Ward, attraverso il fascino delle strade indiane, il caos e l’inquinamento di Calcutta, il Gange, la frontiera con il Nepal, i contrafforti himalaiani, il ghiacciaio del Khumbu.
MERCOLEDI’ 17 AGOSTO, ORE 18,30
Finis Terrae.La libertà di esplorare di Fulvio Mariani
Alberto Maria De Agostini e Walter Bonatti sono i due grandi nomi dell'avventura, figli di generazioni diverse, che hanno dedicato parte della loro vita alle regioni australi dell'America Latina. De Agostini, sacerdote salesiano, fotografo, scrittore e cineasta, operò nelle aree più remote della Patagonia , fino alla metà degli anni '50, prima della diffusione della fotografia aerea e satellitare. All'età di 26 anni venne inviato nelle missioni dell'America australe, dove rimase per alcuni decenni, affiancando l'attività di evangelizzazione a lunghi e continui viaggi alla scoperta di valli, ghiacciai e cime della Cordigliera. Il film ripercorre per intero, assieme a Walter Bonatti, la straordinaria vicenda dell'esploratore salesiano e la sua titanica opera di esplorazione, cucendo immagini ricavate dalle fotografie e dai filmati storici di padre De Agostini (che spaziano tra gli anni '10 e il 1956), con riprese attuali. Il lungometraggio, girato interamente nella Terra del Fuoco e in Patagonia nel corso del 1999, è un vero e proprio viaggio nelle terre del mito, e propone, in una curiosa prospettiva che affianca presente e passato, una fantastica sequenza di alcuni dei luoghi più spettacolari e selvaggi delle regioni americane dell'estremo Sud: lo stretto di Magellano, i canali fueghini, la Cordigliera australe, i gruppi montuosi del Balmaceda, del Paine del Fitz Roy, i ghiacciai Upsala e Viedma, e lo sterminato Hielo Patagonico Sur.
MERCOLEDI’ 24 AGOSTO,ore 18,30
Cannabis Rock di Franco Fornaris
I solitari del Gran Paradiso di Aldo Salvo
Cannabis Rock narra la breve e intensissima epopea ‘beat’ di un gruppo di giovani arrampicatori che dal 1973 al 1975, trasferendo sulle rocce il clima irrequieto e creativo del ’68, rivoluzionarono il tradizionalismo del mondo alpinistico piemontese e italiano. Un viaggio iniziatico di una tribù di giovani ribelli che, ispirati dalle teorie di Gian Piero Motti, vissero la loro stagione alpinistica come tormento interiore, chi scoprendo lo yoga e chi la marijuana, chi rapito da estasi e chi da rabbia. Una stagione vissuta al suono delle musiche di Bob Dylan e dei Popol Vuh, con una profonda incoscienza nei confronti della vita. Le scalate diventarono delle vere esplorazioni cariche di significati simbolici e visionari, lungo vie battezzate con nomi evocativi: Cannabis, Fessura della Disperazione, Strapiombi delle Visioni, Diedro Sanchez. La seconda pellicola proposta data 1957 ed è firmata da Aldo Salvo. Racconta le vicende di un eremita che ha scelto di vivere tra le montagne del Gran Paradiso.








