CASTELNUOVO NIGRA - Equilibriamoci: una serata di lettura e svago in Valle

CASTELNUOVO  NIGRA - Sabato 7 agosto alle 18, nella suggestiva piazza di Castelnuovo Nigra, il Club del libro «Equilibriamoci», con il patrocinio del Comune, organizza la presentazione dei libri delle scrittrici Debora Bocchiardo ed Angela Trevisan. Ingresso gratuito. Al termine si terrà un gustoso aperitivo nel dehor del Bar Morgana (prezzo 10 euro). Nel rispetto delle norme anti-Covid, sarà garantito il distanziamento e richiesta la mascherina in caso di elevato numero di partecipanti. In caso di maltempo l’evento si svolgerà nel salone comunale in via delle scuole 13. E’ gradita, fanno sapere gli organizzatori, una conferma della partecipazione chiamando il numero 3406320567.

Debora Bocchiardo presenterà «La donna di Swarovski», il suo nuovo romanzo edito da Golem Edizioni e premiato tra i finalisti del Premio Pannunzio 2019. Dice l’autrice: «Tutti noi siamo in realtà La Donna di Swarovski. All’interno della nostra anima, nell’elaborazione dei nostri sentimenti e della nostra personalità, nel corso della nostra vita, fin dalla più tenera età, viviamo e sperimentiamo un gioco di continua alternanza tra sentimenti contrastanti che, fronteggiandosi e sovrapponendosi, ci fanno diventare la persona che siamo oggi e che saremo in futuro. Un processo senza fine che ci accompagna dalla nascita alla morte. I sentimenti più forti ed estremi, quelli che più profondamente incidono sul nostro modo di essere, sono in realtà frutto di un’esaltazione che, spesso, non potrebbe esistere se non avessimo conosciuto la sensazione opposta. La crociera in barca a vela diventa una vera e propria metafora della vita dove chi conosce la propria meta finale non si limita ad assecondare e sfruttare la corrente ma al contrario osserva e decifra le indicazioni del mondo per riuscire a raggiungere i propri obiettivi. Il viaggio esistenziale, inoltre, si dipana attraverso fili imperscrutabili che si annodano e si sciolgono per poi tornare a riannodarsi secondo una regia misteriosa, quella del destino, che ha sempre più fantasia degli umani e trova sempre una soluzione inedita, non prevista e non prevedibile».

Angela Trevisan, invece, presenterà: «Io non mi schiodo» pubblicato da Alfa Edizioni. «Non vedo e non cammino dalla nascita, ciò nonostante il mio motto è ed è sempre stato “chi si ferma è perduto”, infatti sono un vulcano in piena, per me la vita è un dono stupendo che vale sempre la pena di essere vissuta nonostante tutto – spiega Trevisan - Sei anni fa ho iniziato a scrivere la storia della mia vita. Tutto ha avuto origine un po’ per gioco, dato che parlando con un amico al quale ho raccontato alcuni eventi da me vissuti in questi anni, lui mi ha detto: “Ne hai passate talmente tante che potresti quasi scrivere un libro”. Io, inizialmente, gli ho dato del pazzo. Poi però, poco a poco, ho iniziato a scrivere più come valvola di sfogo che per altro, e così è nato “Io non mi Schiodo”. Ho deciso di intitolarlo così dato che chi mi conosce bene sa per certo che se mi metto in testa una cosa niente e nessuno può farmi cambiare idea, sono molto determinata. Con il libro il mio intento è di parlare di Angela come persona con pregi e difetti, proprio come tutti. Ho iniziato a narrare da quando sono nata, il perché sono così, le varie avventure e disavventure nel mondo della scuola e poi quando ho studiato all’università, e il mio ingresso nel mondo del lavoro, fino a giungere all’oggi, con il telelavoro. Tuttavia ci ho tenuto a raccontare della Angela che ha fumato la sua prima sigaretta con la sua insegnante di lettere delle medie, dato che questa professoressa era per me una grande amica e sorella, al mio primo fidanzatino, di quando ho copiato i compiti in classe proprio come tutti gli studenti di questo mondo. Insomma, basta con l’immagine stereotipata del disabile che per la sua condizione è bravo e tranquillo, sempre ossequioso ed ubbidiente, chiuso in casa a lamentarsi della propria condizione e a compiangersi! Noi siamo persone proprio come tutti e vogliamo fare tutto ciò che fa la gente comune, anche sesso, perché no, è una delle poche gioie della vita. Naturalmente nel mio scritto la disabilità è presente perché lei è un’amica che  mi tiene sempre compagnia, che vive con me e fa parte di me, pertanto è giusto che io ne parli e faccia presenti le difficoltà che tale condizione comporta, ma il tutto è fatto in chiave ironica, perché la disabilità può diventare anche una risorsa e non sempre un limite».