CASTELLAMONTE - In biblioteca la nuova sezione «Arte e Giuseppe Perotti»

CASTELLAMONTE - La biblioteca civica Trabucco si arricchisce di una nuova sezione dedicata alla letteratura per il teatro. Sarà intitolata ad Arte e Giuseppe Perotti e sarà inaugurata venerdì 12 maggio alla presenza dell’artista Laura Curino e della direttrice del sistema bibliotecario di Ivrea e del Canavese, Gabriella Ronchetti. Nei locali di via Caneva trova così cittadinanza un prezioso patrimonio costituito, al momento da oltre 1700 esemplari tra libri, copioni e riviste.

La memoria corre al 1986 e alle parole scritte dall’avvocato Giuseppe Perotti per rievocare, servendosi essenzialmente di ricordi personali, «il clima» castellamontese del dopoguerra, proiettando i suoi lettori dell’epoca nel contesto del 1946: «Riprende altresì con mai sopito entusiasmo l’attività della filodrammatica, che si avvale ancora del vecchio Teatro sociale, sempre gremito alle frequentissime recite, e che, regolarmente costituita in “Compagnia Filodrammatica” con la presidenza del dottor Derossi Nigra, prende il nome dall’insigne drammaturgo canavesano Giuseppe Giacosa. Tempi irripetibili e invidiabili anche per l’attività della ultracentenaria Filarmonica che organizza concerti periodici e si appresta addirittura a varare una stagione operistica: il tutto fattibile con una certa facilità perché a quei tempi non imperava sovrana sua maestà la televisione, che diventerà poi la nemica numero uno di ogni attività associativa».

Proprio Giuseppe Perotti era stato, soprattutto nel decennio 1945-1955, la colonna portante della Filodrammatica, spesso in scena nei panni del prim’attore e non di rado anche impegnato nel ruolo di regista. Al suo fianco la consorte Arte Perino. «Ormai credo siano una minoranza i castellamontesi che ricordano che l’edificio che oggi ospita il salone Martinetti fu edificato nella seconda metà dell’Ottocento per volontà della Società di Mutuo Soccorso “Artisti e Artigiani” della Città della Ceramica – spiega Attilio Perotti, presidente del Consiglio di biblioteca – Il “Teatro Sociale” è stato il principale luogo di ritrovo (non lavorativo e non religioso) di Castellamonte. E tale rimase per quasi un secolo, un lungo arco di tempo caratterizzato da eventi diversi, di cui almeno uno non può essere taciuto: in una data imprecisata degli anni Venti esso diviene anche il luogo delle proiezioni cinematografiche. Ciò non pregiudica, possiamo ben dirlo a posteriori, la passione di molti castellamontesi per la recitazione, tant’è vero che si può addirittura ricordare “la concorrenza” che la “compagnia” che si esibiva nel Teatro parrocchiale si premetteva di fare ai più titolati dilettanti della “Giacosa”.  Certo, erano gli anni Quaranta e a quanto pare il successivo periodo, dominato da “Lascia o raddoppia”, non consentì ai filodrammatici castellamontesi, ormai non più giovanissimi, di portare a termine l’indispensabile ricambio generazionale».                                                                     

Un frammento non trascurabile di questo passato trova ora una degna collocazione nei locali della biblioteca. L’Amministrazione guidata da Pasquale Mazza ha accolto la proposta del Consiglio di biblioteca di intitolare coniugi Perotti, nati circa cent’anni fa, una sala che accolga le pubblicazioni utilizzate dalla Filodrammatica locale negli anni della sua attività. Spiccano le due serie della rivista «Il Dramma»: la prima (1925 -1945) con 410 esemplari, la seconda (1945 -1968) con 233. Sono essenzialmente copioni, molti dei quali effettivamente utilizzati, negli anni, dagli appassionati locali. La sezione conta poi sui circa 700 volumi donati dal figlio dei coniugi Perotti, e sui circa 300 già appartenenti alla biblioteca, molti dei quali attualissimi, anche in virtù delle recenti acquisizioni rese possibili dalla «Legge Franceschini». 

«Questa sezione è un unicum in tutto l’alto Canavese, grazie al lascito Perotti e alla decisione del Consiglio di biblioteca di integrarlo con ulteriori testi teatrali – ha commentato Claudio Bethaz, assessore alla cultura di Castellamonte - L’intento è quello di incrementare un patrimonio destinato a diventare un punto di riferimento degli appassionati canavesani e magari non solo. Qui si potrà venire a scoprire qualcosa di nuove del mondo teatrale passate e  perché no costruire qualcosa per il futuro». In tal senso vanno viste le donazioni, accolte nei mesi di allestimento precedenti l’inaugurazione: «Adolfo Camusso, membro “emerito” del Consiglio di biblioteca ha donato una parte significativa del suo eccezionale patrimonio librario, don Angelo Bianchi ha messo a disposizione un significativo nucleo di testi utilizzati negli anni Cinquanta del Novecento dagli appassionati di Campo, che si dilettavano con la recitazione nel Teatro parrocchiale della frazione». Un ruolo tutt’altro che marginale per il buon esito dell’iniziativa è stato poi svolto dal personale eporediese del Sistema Bibliotecario, che materialmente hanno schedato il materiale, dal bibliotecario castellamontese Alessio Canale Clapetto, mentre l’allestimento della sala è stato seguito in prima persona dall’assessore alla cultura Claudio Bethaz e dalla dottoressa Marcella Girino.
 
Priva di un vero Teatro ormai da molti anni, Castellamonte ospiterà sempre il 12 maggio proprio l’attrice Laura Curino al Salone Martinetti con il suo «Divertimento teatrale», basato su brani scelti da «La Diva della Scala». Sarà il modo migliore, anche senza il fascino di un vero sipario, per evocare i fasti dei filodrammatici dilettanti di un passato ormai lontano.