CASTELLAMONTE - Studenti, prof e sindaco in viaggio ad Auschwitz - FOTO

CASTELLAMONTE - Un 25 aprile speciale, simbolo della memoria da proiettare, attraverso gli studenti di oggi e cittadini di domani, nel futuro, affinchè certi orrori non si ripetano mai più. A conclusione di un interessante progetto didattico, gli alunni della scuola secondaria di Castellamonte hanno partecipato al viaggio a Cracovia sulle tracce della memoria: Auschwitz-Birkenau, Cracovia, Wadowice le tappe del pellegrinaggio, realizzato grazie al contributo organizzativo dell’associazione “Memoria viva” e alla disponibilità e competenza dei docenti.
«Durante la visita – spiegano dalla media Cresto - tre momenti sono stati particolarmente emozionanti: dal campo di Auschwitz le videochiamate con Sami Modiano, dalla baracca in cui era stato detenuto, e con l’ambasciatrice della Polonia a Roma, figlia del generale polacco Anders; l’incontro con Lidia  Maksymowicz presso il Centro di cultura italiana a Cracovia. Un sentito ringraziamento a quanti hanno reso possibile l’indimenticabile esperienza».

A viaggiare assieme agli studenti, il sindaco di Castellamonte Pasquale Mazza: «Questo viaggio ad Auschwitz con i ragazzi delle scuole medie è stata una esperienza formante e significativa. Chiaramente la storia letta sulle pagine di un libro è una cosa diversa dal visitare di persona i luoghi dell’Olocausto. L’impatto è emotivamente molto forte. E’ stata l’occasione per ricordare coloro che hanno perso la vita in quegli anni bui. Al mattino siamo stati a Birkenau. C’è un monumento alle vittime delle Nazioni, che annovera una serie di lapidi nelle 23 lingue usate dai prigionieri. Accanto alla lapide in italiano abbiamo posato un mazzo di fiori. Nel pomeriggio abbiamo visitato Auschwitz, quindi siamo andati all’Istituto italiano di cultura di Cracovia. Ci ha ospitati il direttore che ringraziamo. Abbiamo incontrato Lidia Maksymowicz, che è stata anche a Castellamonte. I ragazzi hanno presentato il loro studio ed un video. Lidia li ha salutati ed ha parlato di quello che ha passato, di quanto è stato terribile e di quanto sia importante che l’odio non abbia mai il sopravvento. Ho visto gli studenti molto attenti, coinvolti ed emozionati. Per loro è stato un momento molto importante».

«Il 25 aprile è la nostra Festa della Liberazione, ma è tempo di capire qual è il suo significato profondo - conclude Pasquale Mazza - Ad Auschwitz, con gli studenti, dalla baracca 11, ci siamo collegati in video conferenza con Sami Modiano. Lo abbiamo fatto dal luogo dove è stato prigioniero. Modiano ci ha ricordato che siamo un unico popolo. È tempo di mettere da parte divisioni religiose o etniche: bisogna torna ad essere quel popolo unito capace di cambiare il mondo. Ai nostri ragazzi è poi arrivato il saluto, sempre in videoconferenza, dell’ambasciatrice della Polonia a Roma. Si tratta della figlia di quel generale Anders che, prima lungo la dorsale adriatica e poi a Montecassino, ha dato con la Prima Armata polacca un contributo significativo alla Liberazione che oggi festeggiamo. Anche lei ci ha ricordato che quegli uomini coraggiosi hanno dato la loro vita perché credevano in valori importanti come la pace e la libertà. Perché non può esserci pace senza libertà. E non può esserci libertà senza pace. Questo dovrebbe essere per noi il 25 aprile. Il giorno in cui celebriamo la ritrovata pace e libertà. Se viceversa alimenta nuovi rancori, odi e divisioni, allora vuol dire che dalla Storia con la “s” maiuscola non abbiamo imparato nulla».