
CASTELLAMONTE - E' stato inaugurato domenica 7 settembre 2025 il Museo identitario Aperto di Campo Canavese. A rubare l'occhio dei tanti partecipanti ci hanno pensato le creazioni di Sandra Baruzzi e Guglielmo Marthyn. Le opere, patrimonio di Castellamonte, si sono potute realizzare con il lascito delle offerte di compaesani e amici per la festa organizzata da Giovanni Frasca Pozzo, classe 1923, in occasione del suo 100esimo compleanno e il sostegno concreto dei figli Luciana e Claudio, in collaborazione e con il patrocinio Comune di Castellamonte, Associazione Sportiva dilettantistica Campo ASDC e Società Agricola Operaia di Mutuo Soccorso di Campo Canavese.
Al taglio del nastro hanno presenziato, tra gli altri, l'onorevole Alessandro Giglio Vigna, i consiglieri regionali, Sergio Bartoli, Mauro Fava, Gianna Pentenero, Alberto Avetta, il curatore della Mostra della Ceramica, Giuseppe Bertero, il sindaco di Castellamonte, Pasquale Mazza, l'assessore castellamontese alla cultura Claudio Bethaz, il consigliere e capogruppo di maggioranza Alessandro Musso, il consigliere comunale, Damiano Goglio, Luciana e Claudio Frasca Pozzo, il presidente della Sportiva di Campo Marco Truchetto, Graziano Ardissone presidente della Società Agricola Operaia di Mutuo Soccorso di Campo.
A far bella mostra di sé il «paese» 2025: un pannello ad altorilievo che nel modellato riunisce in sintesi architetture e paesaggio di Campo Canavese. Uno scorcio per ricordare e raccontare il nostro mondo che ci ha dato l’identità e la possibilità di costruire un’esperienza umana significativa da conservare e tramandare. Insieme al pannello inaugurate anche le «formelle identitarie». Si tratta, spiegano Baruzzi e Marthyn, di un work in progress e testimoniano la lavorazione di antica produzione ceramica di Castellamonte: «Formelle sagomate di terra rossa, utilizzate per arredo d’esterno, formelle che diventano modulo: già questo sottolinea il rapporto fra l’antica produzione legata al fare ceramico tradizionale, con la sua rivisitazione e il riproponimento con un messaggio autentico ispirato a “Ij Nusi Ràis” radici di ricordi e memoria, di storia e cultura, con le sue eccellenze, i suoi prodotti, i personaggi, i mestieri, le architetture; una comunicazione sostenuta da un insieme di tecniche e linguaggi artistici contemporanei che ci presenta testimonianze del passato e dell’attualità».
«Il Canavese ha ancora molto da raccontare, e iniziative come questa ci ricordano che custodire il passato è il modo migliore per costruire il futuro - ha commentato il Consigliere regionale Sergio Bartoli, presidente della V Commissione Ambiente, sottolineando come sia un progetto culturale di grande valore per la valorizzazione del Canavese, capace di unire memoria, identità e prospettiva futura. “Campo è un punto di riferimento per la valorizzazione culturale del nostro territorio. Partecipare all’inaugurazione del MiACC è stato per me un momento di grande emozione e di vicinanza con una comunità che custodisce radici profonde. Un sincero grazie al Sindaco, all’Amministrazione comunale, ai volontari, agli organizzatori e agli artisti Sandra Baruzzi e Guglielmo Marthyn, che hanno saputo trasformare un’idea in una straordinaria opera collettiva. L’inaugurazione del MiACC rappresenta un passo significativo per la promozione culturale del Canavese, dimostrando come la collaborazione tra comunità e istituzioni possa dare vita a progetti di forte impatto».












