
CASTELLAMONTE - Ricordi indelebili per non dimenticare mai. Dagli studi televisivi del programma Rai «Che tempo che fa», condotto da Fabio Fazio, alla stretta di mano con il Santo Padre: continua l’emozionante viaggio di testimone della memoria compiuto da Lidia Maksymowicz, deportata dalla campagna bielorussa e internata nel campo di concentramento di Auchwitz-Birkenau quando aveva solo pochi anni, insieme alla madre.
Alla vigilia del Giorno della Memoria, giovedì 26 gennaio 2022, Lidia Maksymowicz, insieme alla senatrice di Ivrea, Maria Virginia Tiraboschi, ha donato a Papa Francesco un’edizione speciale del libro «La Bambina che non sapeva odiare», scritto da Paolo Rodari, l’annullo speciale di Poste Italiane e il quadro realizzato dalla sua assistente Renata Rychlik dal titolo «Il bacio della pace».
E’ stato un momento indimenticabile anche per il Canavese. Il libro, infatti, era custodito, proprio come avvenuto da Fazio, in un elegante scrigno, questa volta bianco, con la forma della caratteristica tofeja castellamontese. Una vera e propria opera d’arte ceramica, realizzata dall’artista di Castellamonte, Corrado Camerlo, e finemente decorata dalla boscherese, Cristina Faccio.
Il libro di Rodari racconta la vicenda di Lidia, che è illustrata nel docufilm uscito l’anno scorso «70072: la bambina che non sapeva odiare», prodotto dall’Associazione La Memoria Viva di Castellamonte, in collaborazione con il Club Turati del Canavese e il Comitato Resistenza e Costituzione del Consiglio regionale. (Foto tratte dalla pagina social de La Memoria Viva)












