
CASTELLAMONTE - Sabato scorso, 27 novembre 2021, il Centro congressi Martinetti ha aperto le sue porte, in occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, per ospitare l’incontro «Non lasciamole sole… letture, immagini, ricerche e pensieri«», organizzato dal Coordinamento Donne dello SPI CGIL Alto Canavese. All’appuntamento erano presenti il sindaco castellamontese, Pasquale Mazza, gli assessori Claudio Bethaz e Patrizia Addis e la consigliera comunale, Martina Osello, l’onorevole, Francesca Bonomo, e il consigliere regionale, Alberto Avetta.
Nel corso dell’evento sono state esposte le scarpette prodotte dai ceramisti castellamontesi nell’ambito dell’iniziativa nazionale «Scarpette rosse e blu in ceramica contro la violenza sulle donne» promossa dall’AiCC - Associazione Italiana Città della Ceramica. A rubare l’occhio dei tanti presenti in sala, oltre alle tradizionali scarpette rosse ci hanno pensato quelle blu in segno di vicinanza alle donne afghane per il dramma che stanno vivendo. Gli interventi poetici di Piera Giordano e Patrizia Camedda, di fronte ad un pubblico attento e partecipe, hanno dato voce a storie di donne capaci di rinascere con coraggio nonostante il cuore pieno di lividi.
Tutta la giornata, magistralmente coordinata da Maria Luisa Beltramo, Fernanda Penasso , Alda Porta, Lucia Centillo, ha permesso di riflettere sulle donne vittime di violenza e sul femminicidio. Particolarmente significativo l’intervento di Arianna Porta, che ha posto l’accento sul dramma che stanno vivendo le donne afghane, sprofondate in un crescendo di angosce e terrore dopo il ritorno del regime talebano. Alfredo Ghella dello Spi Cgil alto Canavese ha poi messo in guarda sul rischio dell’indifferenza: «Bisogna che la coscienza civile delle persone si alzi, prima che sia troppo tardi. A tutti i livelli. Questo lo vedo poco. Non basta parlare, servono fatti e atti altrimenti le parole volano e la realtà resta quella di oggi. Dobbiamo essere uomini e donne in carne ed ossa, come diceva Antonio Gramsci».
«Le donne hanno sempre dovuto lottare doppiamente, portare due pesi, quello privato e quello sociale. Le donne sono la colonna vertebrale della società». Ha citato Rita Levi Montalcini nel suo intervento, invece, Angelica Liotine responsabile Cgil dell’alto Canavese: «Eventi come questi testimoniano l’impegno delle donne dello Spi Cgil e del sindacato nell’eliminazione della violenza sulle donne. Purtroppo, il tema è molto attuale. Nel 2020 le persone che si sono rivolte al numero 1522, contro le violenze di genere e lo stalking, sono state il 79.5% in più rispetto al 2019. Proprio nel periodo pandemico, nei primi 5 mesi dello scorso anno oltre 20mila e 500 donne si sono rivolte a centri antiviolenza. Non andiamo meglio con i numeri del femminicidio: 109 vittime, 8% in più rispetto a 12 mesi fa. Sono dati di una situazione drammatica. C’è poi una violenza… lavorativa, pensiamo al mobbing e all’avanzamento di carriera che vede le donne penalizzate e “obbligate” al part time come forma contrattuale. E’ un problema culturale. Va cambiata l’organizzazione del lavoro, che deve essere incentrata su criteri diversi come la meritocrazia. La donna si occupa dell’andamento della casa, dei figli, del carico di famiglia, degli anziani. Servono quindi infrastrutture, che vanno aumentate, materiali sociali, asili nido, permettendo alle donne di occuparsi della carriera. Questa violenza economica le donne non la subiscono solo nell’arco della loro carriera lavorativa, ma anche andando in pensione: avendo in media il 33% in meno rispetto all’uomo».












