CASTELLAMONTE - Filarmonica in festa per Santa Cecilia - FOTO

CASTELLAMONTE - Gran finale per i 200 anni della Filarmonica che culla un sogno: un nuovo teatro cittadino dove esibirsi. Il concerto di Santa Cecilia eseguito dalla Filarmonica di Castellamonte «Francesco Romana» e diretto dal Maestro Dino Domatti è stato pensato per accompagnare i musici ed il pubblico in un ideale viaggio attraverso i duecento anni di storia vissuti dall’ente. Oltre ai brani «Terra Rossa» commissionato al Maestro Pusceddu e «Due100» realizzato dal Maestro Domatti, ecco un dipanarsi di Marce, attraverso un percorso che ha compreso Marce storiche «locali», Marce d'autore italiane ed altri brani di forme (Polke e Galop) che alla Marcia sono affini. Al centro del programma è stato proposto un dittico di «Marce d'autore» internazionali e un brano lento di notevole significato, musicale e didattico. Un gruppo di musici, con organico del tempo, ha aperto la serata con divisa e strumenti d’epoca, ispirandosi ad una delle fotografie più antiche e famose della banda musicale risalente al 1863.

Durante il discorso del sindaco Pasquale Mazza, che ha sottolineato la determinazione del direttivo nel raggiungere gli ambiziosi obiettivi che si pone, c’è stato il veloce cambio d’abito e la presentazione della nuova divisa invernale, realizzata sulla base del bozzetto eseguito da Elena Piras, vincitrice del concorso ReBand proposto alle classi di moda del Liceo «Felice Faccio» dalle insegnanti Francesca Delli Carri, Rita Cuppone e Maria Tindara Pruiti. Hanno destato grande curiosità l’ardita scelta degli sgargianti colori e l’abbinamento della cravatta e dell’ascot al risvolto della giacca con l’utilizzo di un ricamo ispirato da un elemento floreale liberty presente all’interno dello storico pianoforte gran coda del salone dei concerti che custodisce la preziosa firma autografa del Maestro Giacomo Puccini. Al concerto era altresì presente il preside Daniele Vallino e il direttivo ha sottolineato la grande collaborazione dei due enti anche per la realizzazione del logo ricamato sul nuovo cappello su progetto dell’allieva Martina Enrico e per la realizzazione di numerose opere in ceramica grazie all’impegno dei professori Davide Quagliolo e Francesca Delli Carri, manufatti che sono stati esposti in estate alla Casa della Musica, diventata sede espositiva della Mostra della Ceramica.

Nel corso del concerto è stato dato il benvenuto a due musicisti diplomati che sono entrati in organico, Andrea Migliorini al clarinetto e Raffaele Prestia al flicorno, e a due allievi che hanno completato il loro percorso di formazione e debuttato in banda, Giona Bo al clarinetto e Marco Fontana al corno. Una personalizzata tofeja del ceramista Corrado Camerlo è stata consegnata ad Andrea Olivetto Baudino per 5 anni di banda, a Gabriele Giacoma Pin e Giacomo Spiller per 20 anni di banda e ad Angela Casile, Giovanni Blessent e Michelangelo Ricca per 30 anni di ininterrotta presenza musicale. 

Il presidente della Filarmonica Giacomo Spiller ha sottolineato con soddisfazione i tanti traguardi raggiunti in questo anno denso di eventi, primo tra tutti il posizionamento al cimitero di un bellissimo monumento in ceramica a ricordo dei musici andati avanti. La lettura dei nomi di questi defunti riportati su apposite targhette in ceramica è stato un momento particolarmente toccante domenica mattina al quale ha fatto seguito il giro dei musici e del sindaco attraverso il cimitero cittadino portando un fiore ed una preghiera a tanti amici e parenti ivi sepolti per mantenerne vivo il ricordo. Anche la Santa Messa è stata allietata dall’esecuzione di brani natalizi da parte della filarmonica che poi ha suonato sfilando nelle vie centrali per chiudere i festeggiamenti con un apprezzato pranzo sociale in sede con un centinaio di presenze.

Prima della tradizionale lotteria c’è stato il discorso ufficiale dei duecento anni di fondazione durante il quale il presidente, su suggerimento del maestro, ha ricordato come cento anni fa, nel 1922, proprio a tavola durante il pranzo del centenario nacque l’idea di realizzare la nuova sede della filarmonica che venne inaugurata di lì a tre anni, nel 1925. A distanza di un secolo, durante il pranzo del duecentesimo, la storia si è ripetuta, e tutti i commensali hanno applaudito l’idea di realizzare a Castellamonte un nuovo teatro che possa ospitare, al caldo e in modo confortevole, i prossimi concerti della filarmonica e tantissime altre iniziative musicali, culturali, ricreative e sociali che creerebbero un enorme valore aggiunto per l’intera comunità cittadina e canavesana, con ritorni anche in termini di visibilità, turismo, commercio e ricettività. In tanti adesso si staranno chiedendo se anche questa volta i musici riusciranno a realizzare un sogno così ambizioso. Chi li conosce meglio non ha però grandi dubbi, tra il dire e il fare loro ci metteranno poco più di una semibiscroma.