CASTELLAMONTE - Manifestazione contro la guerra in Ucraina. Il sindaco Mazza: «Disponibili ad accogliere profughi» - FOTO e VIDEO

CASTELLAMONTE - Castellamonte dice «no» alla guerra e «si» alla pace, aprendo le sue porte, attraverso le parole del sindaco, Pasquale Mazza, e del parroco, don Angelo Bianchi, all’accoglienza dei profughi ucraini in fuga dalle bombe e dagli orrori del conflitto bellico. Oggi pomeriggio, primo marzo 2022, nel cuore della città della ceramica è andato in scena un momento di vicinanza alla popolazione ucraina duramente colpita dall’invasione russa di questi giorni.

La manifestazione si è tenuta all’interno della Rotonda Antonelliana, dove ad aspettare numerosi cittadini c’erano proprio don Angelo e i bambini che si stanno preparando alla prima Comunione. All’iniziativa hanno partecipato il sindaco e consigliere metropolitano, Pasquale Mazza, assessori e consiglieri comunali e le rappresentanze della stazione dei carabinieri e delle associazioni castellamontesi.

«Grazie ai bimbi, alle associazioni e a tutti i cittadini presenti qui oggi – ha commentato Mazza - questa manifestazione è per dare un segnale, in questa ora più buia. Bisogna educare soprattutto i bambini alla pace, anche e soprattutto attraverso i nostri gesti quotidiani. Noi possiamo fare poco per quanto sta succedendo in Ucraina, ma se tutto il popolo assieme dà un segnale positivo, di pace, di speranza è diverso che stare zitti a guardare. Ribadisco la solidarietà dell’amministrazione comunale e di Castellamonte al popolo ucraino. Ci informeremo in Prefettura se si stanno organizzando per l’accoglienza dei bambini ma anche delle famiglie in fuga. Domani scriverò una lettera al Prefetto dove darò la disponibilità della città di Castellamonte ad accogliere i rifugiati, se necessario».

«Siamo qui insieme ai nostri bambini che sono il nostro futuro, ma anche il nostro oggi – ha detto l’arciprete don Angelo Bianchi – questa è una manifestazione di solidarietà verso l’Ucraina, che è stato “invasa” e sta vivendo dei momenti di dolore e sofferenza. Là ci sono bambini che muoiono sotto le bombe, che non giocano più, che non hanno da mangiare e che devono andare nei rifugi sotterranei ogni volta che suona la sirena. Dobbiamo essere solidali con loro. Questa iniziativa ci deve aiutare a comprendere che la pace è un bene essenziale, ma nessuno ce la regala. La si costruisce tutti quanti assieme».

«La guerra si fa con le armi. Non sarebbe meglio se non ci fossero più? - ha aggiunto don Angelo - se si vuole si può: dobbiamo smettere di costruire le armi, che uccidono. Ora siamo preoccupati perché la guerra ci è arrivata quasi in casa. La guerra esiste perché non ci parliamo e non ci ascoltiamo. Si può vivere insieme anche avendo pensieri, religioni, colore della pelle, lingue diverse, stati diversi da cui proveniamo. Siamo tutti qui per testimoniare una sola cosa: siamo uomini di pace contro ogni guerra che si sviluppi in ogni parte del mondo. Ai bambini dico: mi sembra il caso che ognuno di voi, se sarà possibile, per un periodo di tempo, possa avere un fratellino. La parrocchia si mette a disposizione ed è in contatto con le organizzazione e autorità civili presenti per fare questo ragionamento. Noi siamo pronti anche ad accogliere. Anche in una situazione difficile, dove abbiamo subito una pandemia sanitaria ed economica. Ma questi sacrifici vanno fatti tutti insieme perché salvano delle vite».

L’evento si è concluso con un momento di preghiera comunitaria nella chiesa dei Santi Pietro e Paolo.  A partire da domani, in segno di solidarietà, la tofeja alle porte della città sarà illuminata con i colori della bandiera ucraina. Al momento il Comune di Castellamonte non ha organizzato nessuna raccolta specifica, ma rimanda a quelle promosse da diverse realtà del territorio comunale (La Memoria Viva, raccolta di indumenti, coperte e lenzuola) e di quello della Città Metropolitana (Sermig - Arsenale della Pace per i viveri).