
CASTELLAMONTE - Un accorato appello a fermare la guerra in Ucraina. In occasione della giornata dell'Europa, che si svolge ogni anno il 9 maggio, per celebrare la pace e l'unità nel nostro continente, da Castellamonte arriva un importante messaggio che è un chiaro e forte invito a non ripetere gli orrori del passato. Si tratta di un «no» ad ogni conflitto bellico ribadito da Lidia Maksymowicz, sopravvissuta all’inferno del campo di concentramento di Auschwitz Birkenau dove era stata deportata quando non aveva ancora compiuto tre anni.
La «bambina che non sapeva odiare», insieme all’interprete e artista Renata Rychlik e a Roberto Falletti dell’associazione La Memoria Viva, è stata ospite a palazzo Antonelli, dove ha incontrato il sindaco castellamontese, Pasquale Mazza. Proprio il primo cittadino e l’assessore alla cultura, Claudio Bethaz, hanno poi accompagnato con il comandante della locale stazione dei carabinieri, Francesco Malloci, Lidia Maksymowicz in piazza della Repubblica dove recentemente sono state collocate le prime tre pietre d’inciampo dell’alto Canavese.
«Sono già passati tantissimi anni dalla fine della Seconda Guerra Mondiale – ha detto Lidia Maksymowicz – La gente ha la tendenza a non ricordare. Sono molto contenta, per questo, che qui a Castellamonte siano state poste queste tre pietre d’inciampo, a memoria di quello che è successo. Sicuramente ogni passante vedendo queste tre installazioni permanenti ricorderà tutto quello che ha sentito sulla Seconda Guerra Mondiale. E’ un’occasione speciale, soprattutto per i giovani, nelle cui mani c’è il futuro del mondo. Sarebbe bello di non ripetere la storia della Guerra Mondiale, ma purtroppo vediamo cosa sta succedendo in questi giorni. Io, come uno degli ultimi testimoni della storia, voglio proprio rivolgermi ai ragazzi di oggi e ai potenti del mondo chiedendo loro di fermare questa “follia” che sta avvenendo in Ucraina, dove perdono la vita le persone innocenti. Dobbiamo essere consapevoli di cosa può accadere se non si ferma adesso questa guerra. Ringrazio le autorità della città e i canavesani che stanno cercando di rinforzare la memoria. Auguro a tutti salute e forza per poter continuare la vostra missione».
Il sindaco Pasquale Mazza e l’assessore Claudio Bethaz hanno, poi, confermato la volontà di collaborare insieme all’associazione La Memoria Viva nel continuare e sviluppare il progetto delle pietre d’inciampo. Il borgomastro ha poi annunciato che il foulard a strisce azzurre e bianche con al centro una triangolo rosso, simbolo delle sofferenze vissute nei campi di sterminio, donato al Comune da Lidia Maksymowicz sarà inquadrato e posizionato nell’ufficio del sindaco a palazzo Antonelli.










