
CASTELLAMONTE - Ogni volta che una donna lotta per se stessa, lotta per tutte le donne. E’ stato un venerdì pomeriggio tutto al femminile quello che si è svolto ieri, 3 settembre 2021, nella meravigliosa cornice del belvedere del Castello di Castellamonte. Quest’ultimo ha aperto le sue porte per ospitare la presentazione del libro «Libera» della senatrice Virginia Tiraboschi. L’evento, organizzato dall’associazione La Memoria Viva, è stato l’occasione per l’incontro tra la scrittrice, le socie del Club Cuorgnè e Canavese dell’Inner Wheel, guidate dalla presidente Nella Falletti Geminiani, l’artista Renata Rychlik e la «bambina che non sapeva odiare», Lidia Maksymowicz.
L’iniziativa è stata anche l’occasione per una riflessione sulle donne e sulla drammatica situazione che si sta vivendo in queste ore in Afghanistan. «Il titolo del libro, “Libera”, mai come in queste ore è evocativo – ha spiegato la senatrice Virginia Tiraboschi - La vita mi ha riservato grandi soddisfazioni ma anche turbolenze e rinunce importanti. Per una donna essere libera significa battersi contro un sistema di regole e consuetudini sociali radicate. Andare oltre i propri vincoli emotivi e affettivi. Ci vuole determinazione, forze e coraggio. In occidente la libertà delle donne è anche indipendenza economica. Molto diversa, invece, la situazione afgana attuale. Dal punto di vista culturale e umano la ritirata delle truppe americane non è un segnale positivo. Tutta la fatica fatta negli ultimi vent’anni è stata dispersa in poco tempo. Saranno le donne a pagarne il prezzo più alto, drammaticamente sacrificate nel loro percorso di vita. Non possiamo abbandonarle proprio ora».
Un pensiero condiviso anche da Nella Falletti dell’Inner Wheel: «Siamo molto preoccupati come associazione internazionale per il futuro delle donne e delle ragazze dell’Afghanistan i cui diritti umani fondamentali, che sono stati duramente conquistati in questi ultimi anni, vanno assolutamente difesi e tutelati. Oggi più che mai le donne con la loro capacità di amare in modo incondizionato, di mediare in ogni situazione, con sensibilità, coraggio e determinazione possono essere un punto di riferimento importante nella rinascita e rilancio della nostra società. Il percorso che abbiamo fatto insieme a Lidia Maksymowicz ne è l’esempio. Con lei e grazie alla senatrice Tiraboschi siamo state in Senato a Roma in occasione dell’8 marzo per parlare della condizione femminile oggi. Ricordo ancora la prima volta che ho incontrato Lidia. Sono rimasta impressionata dalla serenità del suo sguardo nonostante tutto quello che aveva dovuto passare. Ecco perché il suo messaggio di pace, di amore che sconfigge l’odio, è arrivato in tutto il mondo e continua a toccare ed emozionare tutti».








