
CASTELLAMONTE - La visita in Canavese e in Piemonte della sindaca di Krasnokutsk, Iryna Karabut, ha vissuto uno dei suoi momenti più belli ed emozionanti lunedì scorso, 16 dicembre 2024, quando la prima cittadina ucraina è stata ospite alla scuola primaria Amedeo Cognengo di Castellamonte.
Alla presenza del sindaco castellamontese, Pasquale Mazza, del giornalista, Elso Merlo, del dirigente scolastico, Marco Lupo, e delle preparate insegnanti, Iryna Karabut ha incontrato gli studenti della quarta B delle elementari locali. Tra loro, c’era anche Evelyn Cretier, giovane ambasciatrice dell’associazione La Memoria Viva, che ha partecipato all’iniziativa con una piccola delegazione.
Come già fatto in precedenza, anche quest’anno i disegni e le creazioni degli allievi della città della ceramica sono stati consegnati per Natale ai bambini dell’Ucraina: un piccolo grande dono proveniente dal cuore dei ragazzini ma capace di regalare sorrisi e serenità ai loro coetanei, purtroppo costretti da quasi 3 anni a questa parte a fare quotidianamente i conti con l’orrore della guerra. «Non importa chi tu sia, uomo o donna, adulto o bambino, operaio o contadino, soldato o commerciante o studente. Non importa quale sia il tuo credo politico o religioso. Se ti chiedono qual è la cosa più importante per l’umanità, rispondi prima, dopo, sempre: la pace» è stato il toccante messaggio letto con un originale flash-mob dagli studenti in classe.
«Ringrazio questi cari bambini, che ci aiutano veramente tanto a credere nella pace e andare avanti – ha commentato Iryna Karabut, che ha poi regalato alla scuola una bambolina in abito tradizionale ucraino fatta a mano dai bambini - I vostri doni, che arrivano dal cuore, sono davvero preziosi per noi. Non immaginate nemmeno quanto erano contenti i ragazzi ucraini, i loro sorrisi, quando hanno scartato i pacchetti. Sono bimbi come voi, ma non hanno la possibilità, a causa del conflitto bellico, di studiare in una scuola luminosa come la vostra. Loro se vogliono farlo devono scendere in un bunker. Cercano di abbellirlo in tutti i modi, però sono sempre sotto terra. Lì, in quel bunker, sono contenti per ogni giorno vissuto. Il loro sogno più grande è quello di poter vivere in un paese libero e di poter studiare come un ragazzino normale. Speriamo diventi realtà. Quando finirà la guerra, ci auguriamo molto presto, spero possiate venire a trovarci a Krasnokutsk per fare amicizia con i nostri giovani. Sarebbe bellissimo».












