CASTELLAMONTE - Grazie al libro degli alunni della Cognengo donati 1110 euro a Telethon
Foto 1
Foto 2

CASTELLAMONTE - Un libro realizzato dagli studenti della scuola elementare di Castellamonte per dare un aiuto concreto a Telethon. Il volume si chiama «Un albero che germoglia» ed è nato da un’idea della giovane alunna, Rebecca Larosa. E’ stato realizzato dalle classi quinta A, quinta B e quinta C della Primaria Amedeo Cognengo del paese della ceramica, durante l’anno scolastico 2020-21. La bella iniziativa ha avuto il patrocinio del Comune di Castellamonte, mentre la tipografia Baima & Ronchetti ne ha curato l’edizione e l'Agenzia dell'HDI Assicurazione di Castellamonte lo ha finanziato.  Il progetto ha avuto un’importante finalità solidale: grazie alla realizzazione del libro è stata raccolta la somma di 1110 euro alla Fondazione Telethon.

La presentazione del volume è avvenuta di fronte alla Scuola primaria di Castellamonte lo scorso 22 giugno. «Questo nostro progetto ha radici lontane nel tempo; infatti un giorno al termine della classe terza avevo seguito una trasmissione di Telethon ed ero stata molto colpita dalle sofferenze di bambini con problematiche di salute. Ho pensato cosa potrei fare io per questi miei coetanei? – ha spiegato Rebecca Larosa - Siccome a me piaceva già molto scrivere racconti mi sono detta: se scrivessimo tutti assieme un racconto potrebbe diventare un libro e i proventi ricavati potremo donarli alla fondazione Telethon. Ho parlato con i miei genitori che hanno subito preso in considerazione questo mio pensiero e l' hanno proposto alle maestre che l' hanno accolto con entusiasmo. In un primo momento avevamo pensato a una raccolta di racconti, poi ci è venuto in mente che sarebbe stato bello scrivere una sequenza di vicende proprio come gli scrittori. Da tutte le proposte è stata ricavata una trama che poi tutti noi abbiamo sviluppato. A questo punto i maestri ci hanno fatto conoscere un grande classico della letteratura per i ragazzi: il libro Cuore di De Amicis. Prima l' abbiamo letto e poi abbiamo seguito gli episodi dello sceneggiato. Il nostro racconto come il libro Cuore parla di ragazzi, di emigrazione, di problematiche sociali che allora come oggi fanno parte della nostra società». I genitori dei piccoli “scrittori” rivolgono un ringraziamento speciale «al sindaco Pasquale Mazza per il patrocinio, alla dirigente Antonietta Mastrocinque e a tutte le insegnanti per la collaborazione e l’impegno profuso nell’assistere e accompagnare i ragazzi in questo percorso, in particolar modo la Maestra Domenica Sassoè Pognetto».

Il Covid ha anche limitato  la possibiltà di svolgere lavori di gruppo, ma gli alunni sono riusciti ugualmente a collaborare utilizzando le   potenzialità di ciascuno. Alcuni hanno fatto ricerche sulle ricette dell' India, altri hanno prodotto dialoghi vivaci, altri ancora sequenze descrittive e infine sequenze di collegamento e raccordo tra le varie parti. Con fantasia e creatività i ragazzi si sono cimentati anche nella tecnica del pop up. Le vicende del libro sono state «narrate» con questa tecnica artistica utilizzando soluzioni e materiali diversi. Alla fine sono nati ben quattro libri pop up. Un libro, composto dalle illustrazioni degli alunni di tutte e tre le classi, è stato dato in omaggio alla Dirigente Antonietta Mastrocinque; poi ne è stato realizzato uno per ogni classe. I libri stampati sono stati ben 100 e sono stati tutti venduti.

«Il protagonista del nostro libro, figlio di un contadino indiano, come un alberello trapiantato in un ambiente molto diverso riesce ad attecchire e a dare il meglio di sé superando difficoltà economiche, sociali e culturali – spiegano da scuola - Le novità lo disorientano ma le sue buone intenzioni riescono ad emergere proprio nel momento in cui tutto sembra essere contro di lui anche grazie all' aiuto inaspettato di una persona con cui poi costruirà il proprio futuro mettendo a frutto le esperienze della sua vita nel campo del sociale e della solidarietà. Ci auguriamo che,allo stesso modo, ognuno di noi, coltivando buone intenzioni, possa dare il meglio di sé e volgere a proprio favore le inevitabili difficoltà che incontrerà nel cammino della propria vita. Un proverbio dice "I fatti valgono più delle parole". Noi abbiamo voluto un po' contraddirlo perché abbiamo usato le parole per fare fatti concreti».