
CASTELLAMONTE - La cucina migliorerà, diceva Georges Auguste Escoffier, come migliorerà la società, senza mai dimenticare che è un arte. La delegazione del Piemonte e Valle d’Aosta dei discepoli del celebre cuoco francese si sono dati appuntamento lunedì scorso, 9 dicembre 2024, a Castellamonte per un pranzo conviviale prenatalizio. Dopo l’intronazione dei nuovi iscritti, avvenuta a ottobre a Leinì, questa volta il sodalizio ha fatto tappa in frazione Spineto al ristorante «La Scarpetta», che insieme con la sua giovane chef, Noemi Perotti, sarà protagonista in televisione di una puntata della nuova stagione del programma 4 ristoranti, condotto da Alessandro Borghese.
A fare gli onori di casa, insieme al sindaco castellamontese, Pasquale Mazza, ci ha pensato Franco Bonda, che come chef canavesano e vice presidente del gruppo Escoffier Piemonte e Valle d’Aosta ha contribuito a far conoscere l’arte culinaria del nostro territorio in tutto il mondo. All’evento spinetese hanno partecipato, tra gli altri, il commendatore e ambasciatore della cucina italiana nel mondo, Alfredo Marzi, che come chef ha lavorato per 30 anni al servizio della Regina d’Inghilterra ed è stato cuoco della compagnia navale Princess Cruiser, la ciriacese, Giovanna Ruo Berchera, insegnante di cucina, giornalista e volto noto di «Geo» su Rai 3, Giuseppe Cravero, patron della trattoria Vascello d’oro di Carrù, e Luigi Dezzani, produttore di vino e rappresentante del Consorzio Cocconato Riviera del Monferrato.
Nel corso della giornata è stato anche presentato il libro «I menù ritrovati di A.Escoffier e Silvestro Cavallito» scritto da Claudio Barisone e Helen Scalisi e curato da Diego Martinotti. «Escoffier Piemonte e Valle d’Aosta esiste da più di 30 anni – ha spiegato Franco Bonda – Ne faccio parte da circa 25 anni. Quando sono entrato nel gruppo ero uno dei più giovani Escoffier delle due regioni. Nel corso degli anni sono poi diventato consigliere, delegato e adesso vicepresidente. Negli ultimi 5-6 anni abbiamo fatto crescere il gruppo a livello nazionale. Nel 2025 partirà Escoffier Italia: ogni regione avrà i suoi iscritti. Il sodalizio è internazionale ed è in 37 stati del mondo. Siamo circa 270mila iscritti in tutto. Una 50ina in Piemonte. Mi fa molto piacere aver contribuito a far entrare nell’associazione nuovi giovani, che avranno una caratteristica fascia come simbolo distintivo. Sono contento di aver portato poi gli Escoffier in Canavese, dove molti hanno chiesto di aderire. I requisiti per essere Escoffier sono semplici: bisogna essere una persona seria, che ha voglia di coinvolgere e proporre il territorio e di spendersi e spendere del tempo per gli altri. Tutto il ricavato delle manifestazioni organizzate durante l’anno viene, infatti, devoluto a un ente o una famiglia o un’associazione che ne ha bisogno».
«Essere intronizzata ed entrare a far parte dei discepoli di Escoffier è stato un grande onore e una grande emozione – ha raccontato Giovanna Ruo Berchera – Sono 40 anni che mi dedico, sotto vari aspetti, alla cucina. Soprattutto, nel tempo, ho fatto cultura di territorio. Per me è molto importante salvaguardare le nostre tradizioni e far sì che vengano tramandate ai giovani per non perdere la nostra identità. Per questo, mi sono ritrovata nella filosofia degli Escoffier. Quando Franco Bonda mi ha proposto di entrare in questo gruppo ho accettato con piacere». «Siamo inseriti nel consiglio degli Escoffier – ha aggiunto Beppe Cravero – Vogliamo esserci non solo “sulla carta”, ma anche concretamente per sviluppare il territorio, le sue eccellenze e materie prime. Il nostro mestiere è arte e psicologia, perché divulghiamo, portando in auge i prodotti del Piemonte e Valle d’Aosta, il momento più bello che può esserci: quello di essere insieme a tavola». «Parliamo di tradizione e ognuno degli iscritti è responsabile dei prodotti della nostra cucina italiana e di come si fanno – ha detto Claudio Barisone, presidente italiano dei discepoli di Escoffier – Ci siamo aperti alle altre regioni italiane. Abbiamo fatto un concorso nazionale dove vengono premiati dei libri che parlano non solo di ricette enogastronomiche, ma di storie, di famiglie, di tutto quello che è un insieme di vita vissuta. Questo vuol dire essere Escoffier. Inoltre, è stato realizzato il progetto “Coltiviamo futuro” per i giovani della scuole primarie di tutta Italia: andremo ad insegnare ai bambini l’importanza della materia prima, del mangiare sano e stagionale. Cercherò e cercheremo come Escoffier di valorizzare e portare avanti la tradizione culinaria italiana e le sue ricette originali».












