
CASTELLAMONTE - Un uomo coraggioso e altruista, caduto nell’adempimento del dovere. Con un toccante momento di preghiera e ricordo si è svolta questa mattina, sabato 15 ottobre 2022, la commemorazione di Bartolomeo Califano. Era il 15 ottobre 2000 quando, alle 17.40, nel pieno di un'alluvione che sconvolse tutto il Piemonte lasciando ferite indelebili in Canavese, il capo squadra dei vigili del fuoco, Bartolomeo Califano, scomparve per sempre, inghiottito dalle acque del torrente Orco tra Castellamonte e Salassa. Precipitò con l'automezzo di servizio nel torrente Orco in corrispondenza del ponte crollato. Nonostante le intense ricerche il corpo non venne mai ritrovato.
Oggi, alle dieci e trenta, alla presenza dei familiari di Califano, i vigili del fuoco di Castellamonte, insieme ai volontari di zona e ai colleghi di Ivrea e Torino, hanno ricordato Califano, trovandosi nel punto dove avvenne l'incidente. Hanno partecipato alla commemorazione il sindaco Pasquale Mazza, il vice Teodoro Medaglia, gli agenti della Polizia municipale di Castellamonte, il diacono Livio Bellino, Luca Poma dei vigili del fuoco di Ivrea e l’ingegnere Roberto Tubere, funzionario del comando provinciale di Torino dei vigili del fuoco. Dopo un momento di preghiera i «caschi rossi» hanno deposto in acqua e sotto il ponte della Pedemontana alcuni mazzi di fiori.
«Oggi siamo qui per ricordare, come tutti gli anni, la tragica scomparsa del nostro collega, Bartolomeo Califano – ha detto Roberto Tubere – Ho pensato a una frase che si dice sempre in questi eventi: caduto nell’adempimento del suo dovere. Una frase che a volte tende ad essere un po’ retorica. Ma nel caso di Bartolomeo, è stato proprio così. E’ caduto mentre stava facendo il suo lavoro, per aiutare gli altri. A volte penso a quella notte, a cosa era quell’Orco, quell’inferno di acqua e di vento. In quel momento fare il proprio dovere era veramente difficile. Bartolomeo Califano l’ha fatto e l’ha fatto fino in fondo. Siamo qui per ricordare il suo comportamento che deve essere d’esempio per tutti».
«Come tutti gli anni, l’Amministrazione comunale vuole esserci sempre in questi frangenti anche se si spera siano sempre più rari: che qualcuno debba rimetterci la vita per aiutare gli altri – ha aggiunto il sindaco Pasquale Mazza – Vuole esserci proprio per quanto detto dall’ingegner Roberto Tubere. Siamo grati a tutti coloro che tutti i giorni rischiano la loro vita per salvaguardare la sicurezza della popolazione. Vogliamo ricordare Bartolomeo Califano, che purtroppo ha perso la vita proprio per salvaguardare quella degli altri. L’augurio è che il signor Bartolomeo ci guardi da lassù, vegliando sulla sua famiglia e in particolare sui vigili del fuoco, che ogni giorno rischiano la vita per noi. Un abbraccio a loro e alla famiglia di Califano».












