
CASTELLAMONTE - In occasione dell’evento Buongiorno Ceramica 2023 il Cantiere delle Arti di Castellamonte ha celebrato la nona edizione della festa diffusa della Ceramica Italiana con la mostra «Ceramiche sonore ed altro». La kermesse con le opere di Sandra Baruzzi e Guglielmo Marthyn è stata inaugurata sabato 20 maggio alla presenza del sindaco, Pasquale Mazza, e dell’assessore alla cultura della città, Claudio Bethaz.
«Questa mostra vuole affiancare e valorizzare la ceramica sonora che avrà il suo culmine con il concorso “Ceramiche sonore” indetto dall’Assessorato alla cultura della città e con la curatela del professore Giuseppe Bertero – spiegano dal Cantiere delle Arti - Il fischietto (in Italia assume diverse denominazioni, dal cuco in Veneto al fiscaletto nel Meridione, ma è presente in tutta Europa) è probabilmente il primo giocattolo sonoro dell'antichità. La sua origine si perde nella notte dei tempi, lo si trova nelle civiltà più remote, in forme di animali e umane, realizzato plasmando l’argilla e successivamente cotto nel fuoco. Venivano realizzati forse per imitare la voce degli uccelli per rappresentare con il loro lieve soffio lo spirito della vita. Diventano oggetti scaramantici per allontanare gli spiriti cattivi, oppure sono usati come difesa dai contadini contro i predatori di coltivazioni, fino a diventare gioco dei bambini oppure a suggellare un pegno d’amore. Il fischietto è dunque uno strumento magico, ricco di simboli e che affonda le proprie radici nell’antropologia culturale e nel mondo popolare».
«Fino a trenta-quaranta anni fa i fischietti in terracotta si potevano trovare ancora sui banchi delle fiere e delle feste popolari, poi via via sono stati sostituiti da quelli di latta oppure di plastica. Motivo in più per non lasciar morire quella che è sicuramente una tra le più antiche espressioni dell'uomo, simbolo di festa e di gioia. Baruzzi e Marthyn presentano pezzi unici di “ceramiche sonore”, ognuno con la propria tecnica e il proprio linguaggio – aggiungono gli organizzatori - Fischietti in ceramica (gres) proposti in forma personale e rinnovata nei materiali, nei volumi nei colori, ma rimangono sempre oggetti magici, poetici, un po’ misteriosi, a volte grotteschi o comici, erotici, provocatori, certamente piccole sculture di festa e di buon augurio. Oltre alle ceramiche sonore create per l’occasione vedrete “altro”, molte delle loro sculture. L’invito è quello di perdervi con loro nelle loro visioni, nei colori, nelle forme, di provare ad essere liberi. Il tempo di una passeggiata in mostra, dell’incontro con gli artisti vi condurrà nella durata istantanea e infinita dell’inconscio e delle emozioni, della dimensione atemporale per eccellenza dell’opera d’arte». La mostra è visibile ancora oggi, domenica 21 maggio, al mattino 10,00 /12,00 – pomeriggio 15,00 19,00 presso Cantiere delle arti Castellamonte via Pasquale Educ, 40. Ingresso gratuito.








