CANAVESE - La storica rivista Canavèis taglia il traguardo dei 40 numeri

CANAVESE - Una rivista che si occupa da quasi 30 anni di natura, arte, storia e tradizioni del Canavese e delle Valli di Lanzo. «Canavèis vuol essere un’occasione per parlare degli aspetti più nascosti e dimenticati, dei fatti e delle circostanze quasi persi dalla memoria. Ma vuole soprattutto parlare degli uomini, grandi e piccoli, che ci hanno preceduto. Non si tratta di essere soltanto dei nostalgici. Si vuole semplicemente parlare di noi e di quella che è stata la nostra storia». Questo era scritto nel primo numero di Canavèis. Quasi tre decenni dopo, l’inizio di estate 2023 battezza il numero 40 della storica rivista che a 360° gradi del Canavese e delle Valli di Lanzo.

Negli anni è cambiato il formato, la periodicità (inizialmente bimestrale) e il numero dei qualificati collaboratori, ma non è cambiato lo spirito degli inizi, che ha portato gli autori e redattori a trattare tutti gli argomenti con leggerezza – che non vuol dire superficialità – e senza saccenteria, ma con impegno, passione e precisione. «Canavèis è stato fondato nel 1995 – racconta il direttore Giancarlo Sandretto – Nasce da un’idea mia e di Giuseppe Buffo. Allora era in formato tabloid di otto pagine. Di quella prima avventura editoriale sono stati stampati 14 numeri. Nel 2001 ci siamo ritrovati come redazione e dal 2002 siamo ripartiti con un nuovo numero 1 e Baima e Ronchetti editore. Oggi Canavèis si presenta in veste di libro, 128 pagine di grande formato, con un centinaio di immagini e foto d’epoca in bianco e nero».

Canavèis è, soprattutto, una grande famiglia. «Non ci occupiamo di attualità, ma di cultura, storia, arte, natura e tradizioni del Canavese e Valli di Lanzo – aggiunge Sandretto – La ricchezza e il valore aggiunto di Canavèis sono i numerosissimi collaboratori e la loro passione e conoscenza del nostro territorio. Sono tutti volontari e ognuno di loro ha un settore specifico di competenza. Hanno libertà massima nelle proposte di articolo. E’ una formula che funziona, dà freschezza alla rivista ed è apprezzata dai lettori».

In redazione al fianco di Giancarlo Sandretto ci sono: Oliviero Cima, Lino Fogliasso, Aleardo Fioccone, Ettore Cima Barolo e Flavio Chiarottino. Un team tutto made in Canavese. Anche in questo numero 40 Canavèis conferma la sua naturale vocazione a stupire e incuriosire gli affezionati lettori con storie e articoli mai banali. «Sono tanti i pezzi particolarmente interessanti contenuti in questo numero - spiega Giancarlo Sandretto - Per i “ricordi” potrei citare l’articolo di Milo Julini sulla Banda Cavallero in Canavese. Julini è uno dei più grandi esperti di criminologia del Piemonte. Ci ha raccontato nel dettaglio i colpi a Rivarolo e Ciriè di quei banditi che fecero molto parlare di loro negli anni ’60. Tra gli articoli più curiosi potrei invece citare quello di Fabrizio Dassano che tratteggia un inatteso Giuseppe Giacosa studente “poco modello e molto monello” ».

«Un grazie particolare - conclude Giancarlo Sandretto - va a Baima e Ronchetti, a tutti i collaboratori e ai tanti lettori: senza di loro Canavèis non sarebbe arrivato a 40 numeri. Se siamo ancora qui dal 1995 vuol dire che un po’ di affezione per il nostro lavoro c’è. Un ringraziamento speciale, tuttavia, lo voglio rivolgere alla famiglia Buffo. A Giuseppe Buffo e ai suoi meravigliosi genitori, Elisabetta e Bernardino. La loro casa è stata un punto di riferimento, logistico e non solo, nei primi anni della rivista. Ci hanno accolto e supportato da subito. Sono stati fondamentali». La redazione di Canavèis ricorda anche con affetto, nelle prime pagine del numero 40, Mauro Rossignoli, «collaboratore di lunga data e amico da ancor più tempo», scomparso lo scorso anno a 69 anni di età.