CANAVESE - Una raccolta fondi per un capolavoro di modellismo: rivive la ferrovia Rivarolo-Ozegna-Castellamonte - FOTO

RIVAROLO CANAVESE - Una raccolta fondi per realizzare un sogno e completare una piccola grande opera d’arte. Si tratta di un plastico ferroviario della Canavesana che fu. E' un capolavoro di modellismo ed è una vera e propria memoria storica documentaria, che potrebbe essere il fiore all’occhiello di mostre ed esposizioni nei nostri Comuni.

«Il mio sogno è quello di realizzare una ricostruzione modellistica del tratto ferroviario, ormai non più esistente e quasi cancellato, della Canavesana tra Rivarolo-Ozegna-Castellamonte – spiega l’architetto rivarolese, Roberto Gallo Pecca - L’intenzione è quella di ottenere una memoria storica-documentaria di un tratto ferroviario molto importante ai tempi per lo sviluppo sociale ed industriale del nostro territorio che è stato, prima abbandonato, poi quasi del tutto cancellato e ora quasi dimenticato. Una volta realizzato si vuole dare l’opportunità ai comuni interessati di esporre il plastico per mostre ed eventi al fine di ricordare una tassello molto importante del nostro passato». Nel progetto sono previsti 20 moduli per i quali, tra tempo, materiali (quasi tutto auto costruzione) e oggetti commerciali, richiede una certa spesa di realizzazione. Da qui l’idea del suo autore di chiedere aiuto ad una raccolta fondi su gofundme (Per chi volesse partecipare: RACCOLTA FONDI PLASTICO FERROVIARIO).

«L’interesse per le ferrovie in miniatura mi è stato trasmesso da mio padre quale retaggio di una passione che lui, per svariati motivi, non ha mai potuto perseguire se non in maniera molto sporadica – aggiunge Gallo Pecca - Grazie comunque ai suoi modellini, edifici in miniatura e le innumerevoli riviste del settore ho passato l’infanzia e buona parte dell’adolescenza a montare e smontare, fare e disfare, pseudo plastici ferroviari e a sognare di poter un giorno possedere un plastico come uno di quelli che vedevo e “mangiavo con gli occhi” nelle riviste lasciatemi in eredità. Una volta cresciuto ed ottenuto una maggior consapevolezza dei miei mezzi e delle mie capacità, provando e sperimentando son riuscito a realizzare dei plastici ferroviari e diorami, secondo il mio modesto parere, di tutto rispetto anche se fanno arricciare il naso a certi perfezionisti del settore».

C’era però un piccolo sogno nel cassetto: una grande sfida modellistica: «Ho sempre provato dispiacere per la chiusura del ramo ferroviario della Canavesana tra Rivarolo e Castellamonte; il primo viaggio su un treno era stato proprio su quel tratto e ogni volta che con la mia famiglia andavo a Castellamonte in auto dai miei nonni ammiravo dal finestrino dell’auto quelle rotaie, passaggi a livello, il ponte sull’Orco, le stazioni e gli sporadici passaggi del treno che mi riempivano il cuore di gioia. Fatto ancor più triste che accompagnò la mia infanzia per tale chiusura fu che se ne dovette occupare proprio mio padre che all’epoca rivestiva la carica assessore dei Lavori Pubblici a Rivarolo. A malincuore pose fine alla ferrovia Canavesana SATTI tra Rivarolo e Castellamonte – racconta Roberto - Col passare degli anni, poco alla volta e poi grazie all’avvento di internet, son riuscito a recuperare materiale documentale e fotografico della tratta ferroviaria. Da qui ho rilevato, ridisegnato e ricostruito graficamente tutti gli edifici ferroviario delle varie stazioni e poi ho stilato un progetto planimetrico del plastico ferroviario con ovvie licenze modellistiche.  Per comodità operativa e per una maggior quantità di documentazione ho iniziato prima col realizzare a mano e con tutti materiali di recupero i vari edifici ferroviari della stazione di Castellamonte, dopodiché son passato alla realizzazione dei moduli del plastico partendo ovviamente dalla stazione ferroviaria castellamontese».

«L’ambientazione riprende l’area ferroviaria nel periodo storico tra gli anni ’60 e gli anni ’80, soprattutto basandomi sulle mie scarne rimembranze.– puntualizza Roberto Gallo Pecca -  Ovviamente ci sono anche diversi elementi commerciali acquistati apposta per perorare la causa perché in fondo tutto tutto non si riesce mai a realizzare a mano. Il primo modulo realizzato ricostruisce lo scorcio comprendente il fabbricato viaggiatori comprensivo del bar della stazione, il deposito delle locomotive lungo e la piattaforma girevole per poter manovrare la fantomatica T3 a vapore. Le siepi e alcune recinzioni sono commerciali con modifiche personalizzate, così come i personaggi presenti e alcuni piccoli dettagli. Il modulo è arricchito da lampioni e luci funzionanti auto costruiti e da automatismi quali la piattaforma girevole e gli scambi. Il secondo modulo ricostruisce il proseguo del primo in cui sono presenti il caricatore ad archi in mattoni e capriate, il magazzino collegato, la rimessa locomotive piccola e il chioschetto dei bagni a ridosso della recinzione e cancello d’ingresso all’area merci. Il tutto posa su un pannello sagomato di poliuretano espanso di 5 cm di spessore.  Al momento è in produzione il terzo modulo che va a concludere il comparto della stazione di Castellamonte, su cui trova luogo, oltre a tutto il fascio di binari, l’ultimo edificio addossato al magazzino merci del secondo modulo che è un caricatore posticcio; il tutto si conclude con la partenza a binario unico a ridosso di un passaggio a livello prima di un piccolo ponticello che sovra passerà una piccola roggia».