
CANAVESE - I cori canavesani sono in lockdown da quasi un anno. Una situazione che pesa per tutti i gruppi, anche se le realtà più a rischio sono quelle con età media dei componenti più avanzata. Con il canto non funziona la didattica a distanza. Alcuni cori attuano momenti di studio teorico, ma non si possono fare prove. Sono 33 i cori iscritti tra Canavese e zone limitrofe, di competenza del consigliere regionale dell’Acp-Associazione Cori Piemontesi Franco Gori, ma sul territorio esistono anche molte realtà canore indipendenti che, nel solo Canavese, sono circa una quarantina.
Il perdurare di questa situazione mette a forte rischio la ripartenza di diverse realtà corali perché incide sul morale e sulla tenuta sociale dei gruppi. Nonostante la situazione, Acp-Associazione Cori Piemontesi, a livello regionale, e Feniarco (federazione nazionale che riunisce le associazioni regionali cori) a livello nazionale, hanno organizzato e continuano a proporre incontri on line su temi inerenti la coralità. Attività e lezioni teoriche hanno il pregio di tenere uniti i cori, ma manca l'attività in presenza: la vera ossatura della coralità.
La coralità regionale può contare sia su Ettore Galvani, presidente di ACP e di Feniarco, sia su Carlo Pavese, presidente di Eca – European Choral Association: tutti e due piemontesi e, quindi, con un occhio di riguardo per la situazione locale. Acp è ed è sempre stata vicina ai cori. Sono in programma incontri virtuali provinciali. Quello per la provincia di Torino è previsto per il 18 marzo e sarà un momento di confronto tra i cori iscritti nella provincia di Torino. Passata la pandemia, la voglia di incontro, di canto e di “rinascita”, si spera possa spingere qualche aspirante cantore ad incontrare i cori a lui vicini, in modo da rimpinguare le fila della coralità piemontese.








