
CANAVESE - Entra nel vivo il progetto «Morena Stories», selezionato dalla Fondazione Compagnia di San Paolo e promosso dall’associazione culturale To Locals coinvolgendo Morena Ovest (la rete che unisce i Comuni di Agliè, Bairo, Castellamonte, San Giorgio Canavese, San Martino Canavese, Torre Canavese, Vialfrè), la Compagnia Tecnologia Filosofica (Morenica_Net), Fondazione di Comunità del Canavese, Associazione Liberi di Scegliere (La Grande Invasione) e il Castello ducale.
Sabato 19 febbraio 2022 si terrà la prima giornata di ascolto delle storie. Nella squadra di creativi che lavorerà per mettere in luce determinati luoghi del Canavese c’è il 37enne dramaturg Stefano Pandolfini.
Stefano Pandolfini e il Canavese? Quale legame c’è col territorio? «È un legame di “scelta”, che per certi versi è molto più forte di un legame di nascita – spiega Pandolfini – Mi sono trasferito con la mia famiglia a Ivrea quando avevo 15 anni, e poi l’ho di nuovo scelta 6 anni fa, dopo aver vissuto in Valle d’Aosta, a Torino e a Parigi. Qui ho trovato un bel tessuto culturale, vivace e pronto a investire anche sui giovani. Negli anni ho collaborato con librerie, associazioni culturali, festival, aziende, e ho avuto il piacere e la fortuna di confrontarmi con persone brillanti, competenti ed entusiaste».
Sabato iniziano le giornate di ascolto di Morena Stories, come nasce la tua collaborazione con questo innovativo e creativo progetto? «Il mio coinvolgimento in Morena Stories è legato all’ambito de La grande Invasione, con la quale ho collaborato per tre anni, con iniziative e workshop di storytelling e scrittura cinematografica. Il mio campo è quello della scrittura “narrativa”, del raccontarsi attraverso le storie come modo originale per farsi capire e conoscere, e nel progetto la mia figura sarà quella del “dramaturg”: scriverò le 7 storie legate ai 7 luoghi del Canavese scelti per Morena Stories, e lo farò in stretta collaborazione con il team artistico (che comprende, tra gli altri, anche Francesca Brizzolara e Renato Cravero di Morenica_Net, ed Enea Pascal di Ivreatronic). Siamo persone differenti, con background e specificità proprie; dal nostro confronto non potrà che nascere qualcosa di molto interessante, un linguaggio ibrido, in bilico tra scrittura, rappresentazione teatrale e musica elettronica. Detto altrimenti, sappiamo il contenitore, ma non il contenuto. È una contaminazione artistica vera e propria. L’obiettivo è di raccontare in modo alternativo luoghi canavesani belli e interessanti, ma non altrettanto conosciuti».
Una delle caratteristiche di questo progetto che ti vede protagonista è quella di essere realizzato da un gruppo di lavoro che annovera tra le sue fila una maggioranza di giovani under 35. «Leopardi ha scritto “L’infinito” a 21 anni, Mary Shelley scrisse “Frankenstein” quando aveva solo 19 anni. I giovani non devono aspettare il domani per vivere il presente da protagonisti. Sono bravi e pronti: vivono il mondo quanto i “grandi”, sanno mettersi in discussione e mettere in discussione i paradigmi sorpassati degli adulti. È un cambiamento da capire e da cogliere, magari attraverso quello spirito “puer” che ognuno di noi ha dentro di sé. E nel progetto «Morena Stories» i giovani saranno in prima linea in questa “avanguardia creativa” che ci porterà a raccontare il nostro territorio in modo innovativo».
Quali sono gli obiettivi artistici da raggiungere e gli step che caratterizzeranno nelle prossime settimane Morena Stories? «L’obiettivo è mettere in luce luoghi che la narrativa ufficiale ha sempre un po’ trascurato – conclude Stefano Pandolfini – E farlo attraverso le storie delle persone che li hanno vissuti. Partiamo con due settimane di call, poi sarà il turno delle residenze artistiche, in cui noi del team creativo andremo sul territorio per concretizzare la fase di ascolto. Daremo vita a testi transitori, che poi si trasformeranno nei podcast e negli eventi finali».









