
LEINI - Tutti pazzi per l’Italia di calcio: suonano persino le campane della chiesa. A Brescello, nel celebre film degli anni ’50, don Camillo suonava le campane per infastidire l’onorevole Peppone. I rintocchi provenienti dalla chiesa di Maranello annunciano, invece, i successi della Ferrari. A Leinì le campane suonano quando la Nazionale italiana vince. E’ quanto accaduto ieri sera, martedì 6 luglio, intorno alle 11 e mezza di sera. Dopo che gli azzurri, guidati in panchina dal Commissario Tecnico Roberto Mancini, hanno superato ai rigori la Spagna, conquistando la finale del Campionato Europeo di football, il parroco Pierantonio Garbiglia, appassionato tifoso di Jorginho, Donnarumma e compagnia, non ci ha pensato due volte e ha salutato a suo modo l’impresa dell’Italia: campane a festa per i nostri campioni.
L’iniziativa tricolore del parroco, tuttavia, non è piaciuta a tutti. Qualche leinicese, dal sonno leggero o, probabilmente, non interessato alle vicende calcistiche del Bel Paese, ha addirittura alzato il telefono e chiamato in parrocchia per esprimere a male parole tutto il suo disappunto per l’accaduto.
A stretto giro, sul suo profilo social, è arrivata anche la risposta di don Pier, come è chiamato e conosciuto dai suoi parrocchiani: «Ebbene si... Ho suonato alle ore 23.41 le campane a festa. Mi ero promesso di farlo per la coppa campioni della Juventus o per lo scudetto del Toro. Ma tutte e due ahimè non ci hanno dato soddisfazioni ultimamente. E poi arriva una pandemia. E arriva anche la nazionale calcio. Arriva un Europeo, e cominciamo a vincere. E ho suonato le campane. Non è abuso di potere. E tanto meno sono dissacratore come sono stato accusato cinque minuti fa per telefono e in modo anonimo. Anch'io domani mattina mi alzerò alle 5.30. Sono italiano... Sono leinicese e mappanese. Sono uomo e sono prete. Cari leinicesi...viviamo questo momento… E a chi ha tempo e voglia di telefonare in parrocchia ora per insultarmi...Scialla!!».








