Le ordinazioni avvenivano solo tramite telefono, sms o whatsapp, per sfuggire ai controlli dei carabinieri, battere la concorrenza e velocizzare i tempi di consegna. Era la strategia di marketing utilizzata dalla banda che da qualche tempo era diventata il punto di riferimento per l’acquisto di cocaina e hashish per più 60 ragazzi di San Mauro Torinese. Facciamo “vuvuzela” era la parola d'ordine per le ordinazioni telefoniche. Le consegne avvenivano a domicilio, per i clienti più generosi e di vecchia data, e senza costi aggiuntivi, o in posti decisi dal gruppo perché ritenuti più sicuri (di sera nel giardino di una scuola elementare di San Mauro).
I carabinieri del Nucleo Investigativo hanno notificato un provvedimento restrittivo a Mauro Caruso, 28 anni, residente a San Mauro, Antonio De Maria, 29 anni, residente a San Mauro, Martin Guri, 31 anni, albanese residente a Torino, e Antonio Tedesco, 32 anni, domiciliato a Volpiano.
Le indagini hanno accertato che Caruso e De Maria portavano avanti un’attività di spaccio al dettaglio di cocaina e hashish, particolarmente fiorente e localizzata, per mantenere la quale costoro si approvvigionavano dello stupefacente necessario essenzialmente tramite due canali, rappresentati dalle figure di Martin Guri e Antonio Tedescom anch’essi comunque con una propria e indipendente attività di smercio al dettaglio.
I clienti, in maniera pressoché identica, hanno avvalorato quanto accertato dai militari e hanno ammesso le proprie responsabilità. Hanno descritto le modalità di acquisto, il gergo usato al telefono, gli incontri fugaci per la consegna dello stupefacente e ogni altro aspetto che ha comprovato gravi e convergenti elementi di responsabilità dei quattro arrestati nel traffico di droga. Sono centinaia le cessioni settimanali effettuate dalla banda soprattutto concentrate nel fine settimana.








