
VOLPIANO - Si dimentica di pagare le spese amministrative e il Comune gli raddoppia la multa. E’ accaduto in Canavese e si tratterebbe di una pratica giuridicamente non corretta, secondo un lettore che ha contattato la nostra redazione per raccontare quanto gli è accaduto transitando per Volpiano.
«Il mese scorso mi è stato recapitato un bollettino di 304 euro - spiega Marco – Dalla lettura dell’atto si evinceva che avevo pagato la multa oltre i sessanta giorni e quindi raddoppiava (il doppio, meno l'importo già pagato). Ho controllato, ma la multa risultava pagata nei termini. Allegato il bollettino e la quietanza, il corpo dei vigili urbani di Volpiano mi ha risposto che per errore non avevo pagato le spese amministrative (19 euro). Per questo motivo la consideravano non pagata nei termini in toto ed ecco il raddoppio».
Una soluzione che non ha per nulla convinto Marco: «Secondo me è una pratica vessatoria: 304 euro per un mancato pagamento di 19! Così, ho fatto delle ricerche su internet ed ho trovato che questo modo di procedere è già stato condannato da una sentenza della Corte di Cassazione, emessa più di tre anni fa. Secondo quest’ultima “quando il pagamento di una multa è insufficiente, l’importo non va raddoppiato se l’insufficienza è dovuta al mancato versamento delle spese di accertamento e notifica (che si possono recuperare solo con procedure privatistiche). Ma ci sono Comuni che non ne hanno tenuto conto e finora non erano andati incontro a contenziosi di rilievo«».
Viene citato anche l’articolo 203, comma 3, del Codice che «stabilisce che il verbale diventa titolo esecutivo (per una somma doppia rispetto al minimo con cui si può chiudere se si paga in modo corretto entro 60 giorni) solo se non si paga l’importo della sanzione, senza menzionare le spese». «Questo orientamento è seguito dalla Cassazione nella sentenza 9507/2014 – conclude il multato - Dopo la sentenza della Cassazione del 2014, non si ha notizia di pronunce rilevanti in senso contrario. Ciò dovrebbe consigliare ai Comuni una condotta più accorta».
«Non siamo in un sistema di common law britannico dove il precedente giurisprudenziale regna sovrano – spiega il comandante della Polizia municipale, Luca Solinas – Il giudice è soggetto solo alla legge. Inoltre, su questa materia ci sono altre sentenze di tenore diverso. La normativa del codice della strada è complessa e non è nemmeno molto funzionale. Ce ne rendiamo conto. Capiamo anche il punto di vista dei cittadini sanzionati. Tuttavia, devono sapere che bisogna leggere bene, dall’inizio alla fine, tutti gli atti che vengono loro trasmessi. Non possiamo per legge togliere d’ufficio una multa, anche se potrebbero aver ragione. C’è un iter preciso da seguire. In questo caso poi sono anche scaduti i termini per il ricorso. E’ facile prendersela col Comune, ma dobbiamo rispettare le norme».








