
Il pubblico ministero Antonio Malagnino ha chiesto quattro ergastoli e una condanna a trent'anni di reclusione nel processo in corte d’Assise sulla faida di 'ndrangheta andata in scena a Volpiano. Sono quattro i morti registrati a cavallo tra il 1997 e il 1998. Per gli inquirenti uno scontro tra famiglie le rivali vicine alla criminalità calabrese. L’accusa ha chiesto l’ergastolo per Santo Giuseppe Aligi, Gaetano Napoli, Rosario Marando, Natale Trimboli; trent'anni di carcere per Antonio Spagnolo.
Secondo le indagini, coordinate dalla procura di Torino, il gruppo avrebbe ordinato l’uccisione di Roberto Romeo, Francesco Mancuso, Antonio e Antonino Stefanelli. Una serie di esecuzioni perchè questi erano gli autori dell'uccisione di Francesco Marando, ritrovato cadavere a Chianocco nel giugno del 1996. Il triplice omicidio sarebbe avvenuto a Volpiano in via Lombardore nella casa di uno dei fratelli Marando.
I corpi, pero, ad eccezione di quello di Roberto Romeo, non sono mai stati trovati. Nel corso del processo si è costituita parte civile Maria Stefanelli, sorella di Antonino e moglie di Francesco Marando. Gli avvocati di Rosario Marando e Natale Trimboli, Enrico Bucci e Wilmer Perga, hanno invece chiesto l'assoluzione per i loro assistiti. Per la difesa i due non avrebbero commesso quegli omicidi. Secondo i legali non sono credibili le dichiarazioni del collaboratore di giustizia Rocco Marando.








