VOLPIANO - 'Ndrangheta: per la faida volpianese chiesti quattro ergastoli
I procuratori generali di Torino, Francesco Saluzzo e Monica Abbatecola, al processo d'appello bis per la faida di Volpiano, hanno chiesto per gli imputati quattro ergastoli e una condanna a trent'anni di reclusione. Al vaglio del tribunale una serie di omicidi legati alla 'ndrangheta in Canavese avvenuti tra il 1997 e il 1998.
 
Sono gli omicidi di Antonio e Antonino Stefanelli, del loro autista Francesco Mancuso (avvenuti a Volpiano) e quello successivo di Roberto Romeo (avvenuto a Rivalta), testimone del triplice delitto. I corpi degli Stefanelli e dell'autista non furono mai ritrovati. Fatti che secondo gli inquirenti sono legati alla precedente uccisione di un presunto componente di un clan, Francesco Marando.
 
Secondo il procuratore generale Francesco Saluzzo, «verso la fine degli anni '90 la 'ndrangheta, partendo da Torino, ha colonizzato tutte le province piemontesi. Si è trattato di uno snodo fondamentale nella vita criminale nella nostra regione. Ha determinato iniziative partite della Locride, spostamenti delle forze in campo, tensioni, apparentamenti, allontanamenti. Ma tutte queste modifiche non hanno ridotto la pervasività della 'ndrangheta prima a Torino e circondario, e poi nelle altre province».