
VOLPIANO - Malata oncologica con problemi di cuore e invalida al cento per cento, attende da anni di ricevere l’assistenza domiciliare. E’ una vicenda delicata quella che sta vivendo la volpianese, Loretta Puato. La 75enne, ex negoziante ora in pensione, è bloccata in un limbo burocratico che non gli lascia scampo. Una situazione esasperante.
«Sono stanca e mi sento abbandonata dalle istituzioni. Sono invalida al 100%, con legge 104 e senza più la revisione, ma la testa funziona ancora bene e conosco i miei diritti e i miei doveri. Il mio calvario inizia nel 2017 con i problemi al cuore e un ematoma aortico. Nel 2018 durante un intervento chirurgico in sala operatoria ho avuto un ictus e un infarto. Sono stata un mese ricoverata alle Molinette di Torino. Nel 2019 mi è stato diagnosticato un tumore infiltrante al seno. Ho affrontato chemio e radioterapia. Nel 2022 la commissione U.V.G. del distretto sanitario di riferimento ha dato il benestare sia per l’aiuto economico che per quello domestico con l’attivazione di un progetto di assistenza a casa. Ma sto ancora aspettando. Mio marito lavora fuori città e sono da sola tutto il giorno a casa. Ho bisogno di aiuto. Non riesco a fare neanche le cose più semplici nella quotidianità, come lavarmi i piedi. Ho scritto all’assessore regionale alla sanità Icardi, all’Asl To4. L’Unità di valutazione geriatrica di Settimo mi ha consigliato di rivolgermi ai servizi socio-assistenziali dell’Unione dei Comuni Net, ma è impossibile. Ho sentito le assistenti sociali solo telefonicamente. Parlo con una e poi questa “sparisce”. La volta dopo devo ricominciare daccapo con una nuova. A volte non rispondono neanche. Non merito questo atteggiamento».
Come spesso accade in questi casi c’è una graduatoria che non «scala» mai. «Sono stanca e disperata, ma non voglio dargliela vinta. Ho scritto anche al Presidente della Repubblica. Chiedo solo che questa situazione si sblocchi – aggiunge Loretta Puato – Il direttore del distretto sanitario di Settimo-Volpiano, il dottor Bono, mi ha confermato che sono in graduatoria, ma che quest’ultima è gestita dal servizi sociali dell’Unione Net. Ne ho 25 davanti a me. Non posso più aspettare. L’assistenza arriverà quando sarà già morta. E’ davvero paradossale. Tra l’altro, dopo l’aggravio delle mie condizioni la Commissione U.V.G. distrettuale mi ha rivalutata, assegnando un punteggio di 17/28, quando prima di peggiorare avevo 18. Non capisco perché mi sia stato abbassato. Oltretutto, nella loro lettera di risposta, è riportato che mia figlia ha avuto “molteplici colloqui telefonici” con i servizi sociali, chiedendo anche una mia rivalutazione. Non è possibile, perché mia figlia non vive con noi. Al massimo, potrebbe essere stato mio marito, che è il mio accompagnatore ex 104, a chiamare. E’ tutto poco chiaro ed è un rimpallarsi la responsabilità di questa impasse tra enti. Spero che qualcuno mi possa aiutare presto. Ho bisogno di assistenza e aiuto quotidiano. Non voglio l’elemosina, ma solo quello che mi spetta».
Dall’Asl To4 intanto fanno sapere che: «Alla segnalazione della signora del 26 luglio è stato risposto da parte dell'Asl in data 1° agosto, trasmettendole le precisazioni del direttore del distretto Settimo Torinese dottor Bono, compreso il fatto che la rivalutazione della situazione della signora in sede Uvg (Unità di Valutazione Geriatrica) è stata programmata per il prossimo 30 agosto. In riscontro a successiva nota della signora del 2 agosto centrata sulla diminuzione del punteggio tra due valutazioni UVG è stata inviata alla signora l'ulteriore precisazione della presidente Uvg dottoressa Roglia e del dottor Bono: la diminuzione del punteggio non riguarda la valutazione sanitaria ma quella sociale, che è effettuata dal Consorzio dei Servizi Sociali competente per territorio».











