
I carabinieri della compagnia di Chivasso, grazie alle puntuali indagini scientifiche dei colleghi del Ris di Parma, hanno arrestato la scorsa settimana, su ordinanza di custodia cautelare firmata dal giudice del Tribunale di Ivrea, Stefania Cugge, un uomo di 35 anni, Domenico Catanzariti, originario di Platì ma domiciliato a Volpiano, incensurato. Secondo le indagini dei militari dell'Arma, Catanzariti settimanalmente cedeva cocaina a Giuseppe Tolomello, panettiere di 44 anni, proprietario di un alloggio a Volpiano e già arrestato un anno fa, quando i carabinieri trovarono tre chili di cocaina nascosti in una scarpiera e un kit per confezionare la droga.
In quell'occasione i militari riuscirono a sequestrare droga per circa 500 mila euro, evitando l'immissione di oltre 10 mila dosi sul mercato del torinese e del Canavese. Una volta arrestato, il panettiere aveva rivelato agli investigatori la possibilità che quell’alloggio di via Novara a Volpiano fosse a disposizione anche di un'altra persona. Intimorito dalle possibili conseguenze, però, il 44enne non fece mai il nome del secondo uomo. Per arrivare a lui i carabinieri si sono affidati alle indagini scientifiche dei Ris. Analisi che hanno colto nel segno, individuando una serie di impronte digitali sul nastro adesivo utilizzato per chiudere le confezioni di droga.
Impronte del Catanzariti che, secondo gli accertamenti degli investigatori, passava lo stupefacente al panettiere (ora ai domiciliari) che, a sua volta, la rivendeva al prezzo di quasi 100 euro al grammo. Gli introiti venivano poi divisi a metà. L'ipotesi della procura di Ivrea è che dietro al magazzino della droga di Volpiano potesse nascondersi una rete ben più ampia legata al traffico di cocaina. Una rete che, viste le quantità e il giro d'affari, potrebbe anche portare alla criminalità organizzata.
Nel video le immagini dell'operazione dei carabinieri della compagnia di Chivasso dell'ottobre dell'anno scorso.











