
Una folla commossa di quasi trecento persone, buona parte di Vistrorio, l'altra mattina ha tributato l'estremo saluto a Roberto «Bobo» Moschini, il 56enne ucciso una settimana fa sull'uscio di casa. Per quell'omicidio è in carcere Alberto Diatto, 60 anni, un infermiere di Biella. L'altra mattina Vistrorio si è fermata per salutare Bobo, amico di tutti e da tutti ben voluto. Per la sua indole, la sua bontà, la sua innata predisposizione per aiutare gli altri.
«Oggi sappiamo che c'è un angelo custode in più per la nostra comunità - ha detto il parroco durante la funzione funebre - fondamentale è restare umani come lo era lui. E' importante come si vive: la morte ci ricorda che è importante vivere con umanità e nel tentativo di assomigliare il piu possibile a Gesù. Ora sappiamo che Roberto è con il padre e ci guarda da lassù».
Sulla bara è stata posata una maglia della Juventus, una delle sue grandi passioni. Dopo il rito funebre, celebrato nella chiesa parrocchiale del paese, un lungo corteo ha accompagnato il feretro fino al cimitero di Vistrorio. Subito dietro il papà Orvinio e la sorella Patrizia, insieme al sindaco Federico Steffenina.















