VICO CANAVESE - Il campanile rompe le scatole? Il sindaco lo spegne. Ma il paese è in rivolta

Una raccolta firme per riattivare le campane della chiesa. A Vico Canavese i residenti ne fanno una questione di principio: «Le nostre campane hanno suonato per annunciare le nostre gioie e i nostri dolori, sono parte del nostro vivere». Da qui la decisione di partire con la petizione «In difesa dell’identità» che, in queste ore, sta facendo il giro del borgo, coinvolgendo anche i residenti del Comune di Meugliano e delle frazioni Novareglia e Drusacco.

A Vico e Drusacco, da un mese a questa parte, in risposta alle insistenti (seppur isolate) proteste di una residente, il sindaco di Vico, Antonio Nicolino, si è visto costretto a spegnere, dalle otto della sera alle otto del mattino, il congegno che gestisce le campane delle due chiese parrocchiali. «Una soluzione provvisoria - assicura il sindaco - per andare incontro alle richieste di questa persona che, da poco, vive in paese». La villa della signora si trova proprio a metà strada tra i due campanili e la notte, per via di una patologia molto delicata, il suono delle campane non la lascia dormire.

«Al momento non ho visto certificati medici - sottolinea il primo cittadino - ma le proteste sono state così insistenti che abbiamo deciso di non tirare troppo la corda». Adesso, però, c'è la petizione popolare che, probabilmente, anche il sindaco spera possa ottenere il giusto successo. «Se i promotori raccoglieranno un buon numero di firme - ammette - è chiaro che dovrò prenderne atto e agire di conseguenza». Una battaglia per l'identità stessa del piccolo paese della Valchiusella che i residenti di lungo corso non hanno nessuna intenzione di perdere.