
Il rischio di ulteriori crolli non è ancora scongiurato. Le tre famiglie evacuate per precauzione stanotte, dopo che un fulmine ha sventrato il campanile dell'ex chiesa di via Martiri a Valperga, dovranno restare fuori casa. E' quanto emerso dai sopralluoghi tecnici effettuati nel pomeriggio dal personale del Comune di Valperga e dai vigili del fuoco. Come previsto il Comune ha messo a disposizione degli sfollati delle camere d'albergo ma, almeno per i prossimi giorni, tutti i residenti della palazzina saranno ospiti di parenti e amici. Via Martiri resterà chiusa al traffico ancora per diverse ore, il tempo necessario alla messa in sicurezza delle macerie del campanile.
Intanto, dopo gli accertamenti del caso, è stato chiarito che la proprietà dell'ex chiesa e della relativa torre campanaria sono della parrocchia di Valperga. Toccheranno quindi alla comunità parrocchiale, in quanto soggetto privato, le opere di ripristino dei danni provocati dal crollo. Questo potrebbe anche allungare i tempi per il rientro delle famiglie evacuate. Tra le persone rimaste senza dimora anche una ragazza di 28 anni, all'ottavo mese di gravidanza. Era in casa con il marito e il primogenito di tre anni e mezzo quando il campanile è crollato. E' davvero un miracolo se quanto accaduto non si è trasformato in tragedia.
«Stiamo gestendo la situazione il più rapidamente possibile - dice il sindaco di Valperga, Gabriele Francisca - nelle prossime ore provvederemo alla messa in sicurezza di quel che resta del campanile al fine di riaprire la strada provinciale che attraversa il centro storico del paese. L'obiettivo è quello di creare meno disagi possibile». Il fulmine che ha provocato il crollo della torre campanaria, eretta nel 1742, è caduto dieci minuti prima delle quattro del mattino mentre su Valperga e gran parte del Canavese si stava abbattendo un forte temporale.















