
Si lavora alacremente a Valperga per dare la possibilità alle tre famiglie rimaste senza casa venerdì scorso di tornare nelle rispettive abitazioni. Almeno due su tre potranno farlo appena saranno terminati i lavori di messa in sicurezza del campanile parzialmente crollato e della chiesa dismessa di Sant'Antonio Abate. Le opere in questione, però, si stanno rivelando più complicate del previsto. Perchè la torre campanaria, risalente alla metà del settecento, ha subito danni notevoli e anche la parte rimasta in piedi non è del tutto sicura. Per questo l'amministrazione comunale, ravvisata la necessità di provvedere ad ulteriori lavorazioni di messa in sicurezza della sommità del campanile, secondo quanto rilevato dall'ingegner Giovanni Data incaricato dalla parrocchia di Valperga, ha nuovamente chiuso al trafico via Martiri della Libertà, da piazza Donatori di sangue fino all'intersezione con via Cesare Battisti. La chiusura resterà in vigore fino a venerdì alle 18.
Secondo la relazione dei tecnici, infatti, sarà necessario imbragare con un ponteggio esterno la parte di campanile rimasta in piedi e, al tempo stesso, sostenere la volta del presbiterio della cappella, con un altro ponteggio esteso all'intera superficie. Purtroppo l'età e l'inutilizzo hanno messo a dura prova la stabilità della chiesa stessa. E dal momento che l'immobile, anche se abbandonato, risulta di proprietà della parrocchia di San Giorgio Martire, il sindaco ha firmato l'ordinanza con la quale si ordinano i lavori al parroco don Martino Botero Gomez.
Lavori che consisteranno, in questa prima fase, nella rimozione della pericolante cella campanaria (completamente sventrata dal fulmine) e nella realizzazione di sostegni per il campanile e le strutture (volte e murature) dell'intera cappella di Sant'Antonio. Insomma, non sarà così semplice mettere in sicurezza la chiesa. E, purtroppo, non sarà immediato il rientro in casa di tutte e tre le famiglie coinvolte nel crollo.








