
Torna il lupo nel Parco nazionale del Gran Paradiso ed è nuovamente il momento delle divisioni tra favorevoli e contrari alla presenza del predatore sulle montagne del Canavese. Specie dopo gli attacchi in Valle Orco, nella zona di Noasca, dove una quarantina di animali sarebbero stati uccisi la scorsa settimana. L’anno scorso i veterinari del Parco hanno censito almeno cinque esemplari in Val Soana, nella zona sopra Ronco e Valprato. «Difficile che siano gli stessi – ammette Bruno Bassano, responsabile del servizio veterinario del Gran Paradiso – probabile che si tratti di qualche individuo disperso che ancora non si è legato a un branco».
Gli attacchi di Noasca sono stati confermati anche dai sopralluoghi effettuati dai tecnici dell’area protetta. «Ma al momento non abbiamo un numero preciso di animali abbattuti – spiega Bassano – stiamo ancora attendendo un resoconto dagli allevatori». Difficile, insomma, stabilire se tutti e quaranta gli animali trovati morti negli ultimi giorni sono stati effettivamente attaccati dal lupo. Di certo i predatori hanno avuto vita facile: le mandrie in questione, infatti, sono state lasciate incustodite in quota. Circostanza che ha facilitato la vita ai lupi. «In ogni caso l’ente parco è a disposizione per interventi di profilassi – spiega Bassano – e, a fronte delle verifiche che sicuramente effettueremo, a indennizzare i danni subiti dagli allevatori».
Da sottolineare che, in ogni caso, non ci sono pericoli per i residenti. «Possiamo escludere la possibilità che il branco si avvicini alle persone – assicurano dall’ente parco Gran Paradiso – sono esemplari di lupo italiano, una specie che, per natura, tende a stare alla larga dall’uomo. Un po’ come i lupi abruzzesi. In secoli di convivenza non hanno mai attaccato». La presenza dei lupi nel parco non è nemmeno un evento eccezionale. «Si tratta di una normale dinamica, frutto di una lenta migrazione dalle alpi Marittime – spiega Bassano – di recente i lupi erano già stati segnalati in Valle d’Aosta ma sono animali che si muovono parecchio».
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