
VALCHIUSELLA-IVREA - Il Canavese perde una delle sue memorie storiche, un uomo combattivo e di grandi valori che aveva vissuto sulla sua pelle le atrocità delle deportazioni nei campi di concentramento nazisti. Si è spento a 95 anni il geometra e cavaliere Pier Angelo Fornelli. Nel 2015 a Torino gli era stata conferita al Circolo ufficiali di corso Vinzaglio la Medaglie della Liberazione, riconoscimento istituito dal ministero della Difesa, con l'Alto Patrocinio della Presidenza della Repubblica, in occasione dei 70 anni dalla guerra di Liberazione, a favore di partigiani, ex internati nei lager nazisti, combattenti inquadrati nei Reparti regolari delle Forze Armate o ai familiari dei deceduti.
«Addio al mitico geometra Fornelli. Su di lui, sul suo spirito, sulla sua intraprendenza e intelligenza si potrebbe parlare a lungo, perché lui era uno dei personaggi di spicco del nostro Canavese, un uomo dalle mille risorse, un instancabile guerriero. Internato in giovane età nei campi di sterminio nazisti, aveva scritto il libro "Diario di un ex internato in Germania" ed aveva viva memoria di quei fatidici e cupi periodi. Dopo aver aperto il suo studio da geometra a Ivrea, era divenuto parte integrante e fondamentale del tessuto sociale canavesano, svolgendo un lungo servizio con caparbietà e incrollabile volontà – lo ha ricordato sui social Andrea Tiloca - In valle lo ricordiamo per il progetto della manica lunga del Cottolengo di Meugliano e della cappella di Sant'Antonio a Vico, ma anche per l'amore che aveva per Drusacco, terra dei suoi avi. Fornelli sapeva attirare l'attenzione su di lui con naturalezza, ma non per spirito di protagonismo, bensì per quella innata comunicativa e quella vivacità intellettiva che gli erano proprie. Era il più anziano del paese a Drusacco e ci teneva all'appellativo di "pare dël pais" . Possa riposare in pace».
«Quella domenica del 28 maggio 1944 ero da pochi giorni arrivato a Drusacco, il mio amato paese natale in Valchiusella. Avevo frequentato il penultimo anno dell'Istituto per Geometri a Vercelli e pensavo di godermi una spensierata vacanza con i miei amici, ma il destino mi aveva serbato una ben amara sorpresa: la mia "vacanza" in un lager tedesco!». Così iniziava «Diario di un ex internato in Germania» il suo libro edito da Baima & Ronchetti. In ultima pagina si leggeva: «Ce l'ho fatta, come da promessa, mamma sono ritornato da te». Grazie al suo diario di prigionia, con cui ripercorreva le tappe della sua deportazione nel campo di lavoro di Kahla, Fornelli raccolse ben 10mila euro in favore dei bambini di Haiti orfani e colpiti dal terremoto. (foto di Fornelli tratta dalla pagina Facebook di Tiloca)








