TURISMO - Crollo del 70% sulle montagne del Canavese
I dati annunciati dall'Uncem Piemonte non sono ancora definitivi, ma in alcune vallate, la più piovosa estate degli ultimi vent’anni si è tradotta in un calo fino al 70% delle presenze turistiche e dei fatturati. Canavese, Valli di Lanzo, biellese, vallate cuneesi: da tutti i territori, Uncem riceve segnalazioni e dati preoccupanti, per certi versi pericolosi. Non ci sono solo la crisi e il calo dei consumi a pesare sulle strutture ricettive, ristoranti, hotel, rifugi alpini. Il maltempo ha compromesso notevolmente la stagione e gli operatori hanno chiesto negli ultimi giorni a Uncem, Cai, Regioni, Comuni e ad altri soggetti istituzionali di intervenire. 
 
«I dati sono drammatici in molte aree montane del Piemonte – spiega Lido Riba, presidente dell'Uncem Piemonte – direi quasi pericolosi, visto che una stagione persa si traduce in meno posti di lavoro, mini fatturati e anche in strutture che chiudono, per sempre, con proprietari e gestori che abbandonano il territorio». Uncem propone di individuare degli sgravi fiscali per le imprese del settore turistico-ricettivo. «È una questione sulla quale insistiamo da tempo: non servono aiuti a pioggia. Serve un progetto integrato per il turismo nelle aree montane piemontesi e un piano di incentivi, come la detassazione, che permettano alle imprese di restare nelle terre alte». 
 
Uncem sottoporrà la questione all’assessore regionale al turismo Parigi e ai parlamentari piemontesi. «Le regioni autonome oggi possono garantire una forte detassazione per i rifugi e per chi lavora sul fronte turistico – evidenzia Riba – il Piemonte da solo certo non può farlo e ha bisogno di precise indicazioni da Roma. Come avevamo evidenziato nel 2009, dopo le forti nevicate di quell’inverno, quegli eventi meteorologici non sono straordinari. Possono verificarsi di nuovo e causare nuovamente problemi. Così è per le stagioni fortemente piovose. Dunque più che a uno stato di calamità per questa stagione, che comunque molti Comuni hanno giustamente chiesto, bisogna pensare a provvedimenti stabili». 
 
Perdere punti sul settore turistico, vuol dire compromettere il più grande comparto economico della montagna.
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