
L'incidente ferroviario di luglio in Puglia ha riportato d'attualità la situazione delle ferrovie di tutta Italia. Anche sulla storica Canavesana, che collega il Canavese con Torino, si viaggia per gran parte del percorso su un unico binario. Circostanza che, purtroppo, è stata determinante per l'incidente a nord di Bari che è costato la vita a 27 persone. I due treni che si sono scontrati frontalmente sul tratto Andria-Corato della Ferrovia a nord di Bari, viaggiavano in un tratto ancora a binario unico, nonostante da tempo se ne progettasse il raddoppio. Secondo gli investigatori, la causa dell'incidente ferroviario è stata la mancanza di sistemi automatici di supervisione della linea ferroviaria.
A molti pendolari che giornalmente utilizzano la ferrovia Canavesana non è sfuggito che, teoricamente, un incidente come quello della Puglia potrebbe verificarsi anche sulla nostra tratta. Solo in teoria, però, perchè, come ha confermato la Gtt, l'azienda che gestisce la linea, «nella tratta Rivarolo-Settimo esiste un blocco di sicurezza elettromeccanico che garantisce la presenza di un solo treno nel tratto di ferrovia compreso tra due stazioni». In altre parole, un blocco automatico ferma la linea se sullo stesso binario si trovano due convogli. Per quest l'incrocio tra i treni che procedono nelle direzioni opposte avviene sempre e solo nelle stazioni, dove il binario è doppio.
Ancor più sicura, per assurdo, la linea Rivarolo Canavese-Pont Canavese dove circolano le littorine a diesel. Complice la riduzione delle corse da e per Pont, sul tratto più «antico» della ferrovia corre un solo treno alla volta. Nonostante il binario unico, insomma, non è possibile neanche ipotizzare uno scontro tra le littorine.








