TORINO-CERES - Gli ambientalisti chiedono di bloccare i lavori

Pro Natura Piemonte ha scritto una lettera indirizzata ai Ministeri dell’Ambiente e delle Infrastrutture e Trasporti per chiedere la sospensione dei lavori sulla linea ferroviaria Torino-Ceres, per evitare così un ulteriore sperpero di denaro pubblico. Come si evince fin dall’oggetto, nella missiva il responsabile per le infrastrutture ferroviarie di Pro Natura, avvocato Domenico Accorinti, segnala la “mancata verifica preventiva pubblica di assoggettabilità alla VAS e di apertura di Conferenza dei Servizi” e la “conseguente impossibilità di definire, in termini sistematici, la migliore modalità di perseguimento degli interessi pubblici in ambito trasportistico e ambientale previste dal Codice dell’Ambiente”.

Tutta la documentazioe è stata inviata per conoscenza anche agli assessorati ai Trasporti di Regione Piemonte, Città Metropolitana e Comune di Torino, nonché ai sindaci dei Comuni (e ai presidenti delle circoscrizioni di Torino) interessati dalla linea. «L'associazione - si legge nella missiva - deve purtroppo lamentare che le due Amministrazioni più direttamente interessate, la Regione Piemonte ed il Comune di Torino, comportandosi in modo opposto al modus operandi richiesto dalla lettera e dallo spirito delle leggi vigenti in materia, in quasi quindici anni di sollecitazioni, coprendosi l’una con l’altro, non sono mai venuti incontro alla cittadinanza per rendere comparabile il progetto di allacciamento della Torino-Ceres deciso con scarsa, per non dire nulla, trasparenza tra Regione, Comune di Torino ed RFI, con altre soluzioni progettuali».

Tra le proposte alternative la trasformazione della Torino-Ceres in “metropolitana pesante lunga” con asse totalmente
conurbato, in seguito estensibile sino a 22 chilometri), utilizzando la somma stanziata per il raccordo sotterraneo di Corso Grosseto, della lunghezza di 2700 metri, per adattare la linea esistente e prolungarla in sotterranea sino alla
fermata Regina Margherita, alias “Porta Palatina Duomo”, secondo un itinerario già studiato approfonditamente sul terreno e tradotto sin dal 1987 da ATM Torino (tutte le info sul sito torino.pro-natura.it).

In conclusione, secondo Pro Natura, «la Regione Piemonte e il Comune di Torino, lasciando monca dell’esame dell’aspetto sistematico la conferenza dei servizi, hanno pregiudicato non poco le possibilità di perseguimento ottimale degli interessi pubblici, sia in termini trasportistici sia in termini ambientali. Obiettivo quest’ultimo particolarmente importante per il Torinese, visto che ci troviamo in presenza di una delle aree più inquinate dell’intera Europa».