
STRAMBINO - Resta, per il momento, avvolta da un alone di mistero la morte di un uomo, il cui corpo è stato rinvenuto nella prima mattinata di lunedì scorso, 21 luglio, sui binari della linea ferroviaria Ivrea-Chivasso, poco dopo la stazione di Strambino. La vittima, infatti, non aveva con sé i documenti e, al momento, non è stata ancora identificata.
Le indagini, coordinate dalla pubblico ministero Valentina Bossi e supportate dalla polizia scientifica, sono tuttora in corso sia per risalire all'identità del soggetto sia per determinare le reali cause del decesso. Non è escluso, infatti, che l’uomo possa essere morto prima di essere investito dal treno e che il suo corpo si trovasse già sui binari prima del transito del treno coinvolto. Gli inquirenti non trascurano nessuna ipotesi, compresa quella di un gesto anticonservativo.
Secondo le prime ricostruzioni, a dare l’allarme sarebbero stati i macchinisti del treno, che, accortisi della presenza dell’uomo sui binari, hanno tentato inutilmente di arrestare la corsa del convoglio. Sul posto sono intervenuti tempestivamente i Carabinieri di Strambino, gli agenti della polizia scientifica, personale di Trenitalia e Rfi, e i sanitari, che non hanno potuto fare altro che constatare il decesso.
In un primo momento si era ipotizzato che l’uomo fosse stato travolto dal treno regionale proveniente da Mercenasco e diretto a Ivrea, intorno alle 6.30 del mattino, ma, a questo punto, toccherà ad un’autopsia chiarire con precisione le cause della morte. Gli investigatori escludono per ora che la vittima fosse residente in zona, in quanto nessuno ne ha segnalato la scomparsa. Il corpo è stato ritrovato nei pressi di un cavalcavia: in un tratto di ferrovia che non presenta accessi laterali, ed è raggiungibile solo attraversando una fitta boscaglia.








