
Svolta nelle indagini sulla morte di Anna Schniererovà, 32 anni, la ragazza di origini slovacche, residente a Ivrea, morta annegata il 30 agosto di due anni fa in un laghetto artificiale, a Crotte, frazione di Strambino. Il fascicolo aperto dalla procura di Ivrea, adesso, parla di omicidio volontario. «Un atto dovuto», fanno sapere dalla procura eporediese. Ma è un colpo di scena dopo che la vicenda sembra potesse essere archiviata come un incidente simile a tanti altri. Sotto inchiesta, adesso, c'è un uomo di 44 anni di Druento. Ovvero la stessa persona che quel 30 agosto diede l'allarme quando la ragazza, dopo aver fatto il bagno nelle acque del lago, non fece più ritorno a riva.
I famigliari della ragazza si sono costituiti parte civile. La vittima e il 44enne di Druento, secondo quanto hanno potuto ricostruire i carabinieri della compagnia di Ivrea, si erano conosciuti la sera prima in un locale della zona. La ragazza si era anche convinta a trascorrere la notte e poi l’intera giornata del 30 agosto sulle rive del piccolo laghetto di Strambino. Cosa è successo è ancora un mistero ma due buchi su un braccio compatibili con punture da siringa, rilevate dal medico legale che ha eseguito l'autopsia, hanno indirizzato la procura nelle indagini. E' possibile che la ragazza sia stata drogata? E, in questo caso, perchè?
Un alto dubbio riguarda la chiamata al 118 effettuata dal 44enne di Druento. Secondo il racconto che lui stesso ha fornito agli investigatori, la ragazza si era buttata in acqua per fare un bagno proprio mentre lui si stava allontanando dal laghetto. Al suo ritorno non c'era più. Prima di chiamare i soccorsi, però, il 44enne si sarebbe rivolto ad altre tre persone e, secondo le indagini, avrebbe chiamato i carabinieri solo quando la ragazza era già annegata.








