STRAGE DI RIVAROLO - Il processo a Tarabella per ora non parte: sarà sottoposto a una perizia psichiatrica

RIVAROLO CANAVESE - Sarà una perizia psichiatrica a stabilire se Renzo Tarabella potrà essere processato per la strage di corso Italia a Rivarolo Canavese. Lo ha stabilito oggi il giudice del tribunale di Ivrea, Marianna Tiseo, su richiesta dell'avvocato difensore, ordinando una perizia per capire se il pensionato è in grado di intendere e volere e può stare in giudizio.

Tarabella l'11 aprile dello scorso anno sparò uccidendo la moglie Maria Grazia Valovatto, il figlio disabile Wilson e i vicini di casa Osvaldo Dighera e Liliana Heidempergher. Scampato al suicidio, l'uomo è ancora detenuto nel repartino dell'ospedale Molinette di Torino.

I legali della parte civile, gli avvocati Sergio Bersano e Antonella D'Amato, si sono opposti alla richiesta di sottoporre Tarabella a una perizia, dal momento che l'uomo non ha un trascorso psichiatrico e inoltre la procura ha contestato la premeditazione dell'omicidio. Anche nelle relazioni dei medici delle Molinette non c'è traccia di schizofrenia o di disturbo della personalità e non risulta che l'uomo sia sotto terapia farmacologica.

I legali della parte civile hanno poi chiesto e ottenuto il dissequestro dell'alloggio di Tarabella a favore della famiglia Dighera che ne è proprietaria. Si tornerà in aula il 26 maggio quando saranno discussi gli esiti della perizia che sarà redatta dalla dottoressa De Rosa nominata dal giudice Tiseo.