STRAGE DI CASELLE - Ergastolo per il killer e l'ideatrice del massacro
Foto 1
Foto 2
Carcere a vita per l'autore e l'ideatrice della strage di Caselle. La Corte d’appello di Torino ha confermato l’ergastolo per Dorotea De Pippo e il compagno Giorgio Palmieri. Ideatrice ed esecutore materiale del triplice delitto di Caselle avvenuto a gennaio del 2014 nella villetta della famiglia Allione. In quel caso furono uccisi Claudio Allione, la moglie Maria Angela Greggio e la madre di quest’ultima, Emilia Dell’Orto (nella foto). Secondo l'accusa, De Pippo - ex collaboratrice domestica della famiglia - convinse Palmieri ad agire perché covava del risentimento nei loro confronti. 
 
Il killer si sarebbe presentato davanti alla villetta la mattina del 3 gennaio. Una discussione legata all’allontanamento della domestica sarebbe degenerata nel triplice omicidio. Lui stesso, davanti ai carabinieri, aveva poi confessato di aver ucciso la famiglia Allione per un debito di 500 euro. Dalla ricostruzione degli investigatori, Palmieri era entrato nella villetta della famiglia Allione la sera del 3 gennaio, per spiegare loro perché non riusciva a restituire quel prestito di 500 euro. L’uomo ha bevuto un caffè in cucina poi è scattato il raptus omicida. I militari dell'Arma lo hanno arrestato a casa di un amico. Determinante il ritrovamento della tazzina utilizzata dal 57enne prima della strage.
 
Secondo i pm, Dorotea De Pippo ha avuto un ruolo primario nell'organizzazione della strage. «E' stata lei - hanno sostenuto Scevola e Sparagna - a caratterizzare il movente della strage, che non fu determinata soltanto da ragioni economiche», ossia per sottrarre alla famiglia denaro e carte di credito che poi furono spesi dall'ex colf.