STRAGE DELLA FUNIVIA - Tre arresti nella notte: l'accusa è di omicidio colposo aggravato - FOTO e VIDEO

MOTTARONE - Ci sono tre fermi nell'inchiesta della Procura di Verbania sull'incidente del Mottarone, nel quale sono morte 14 persone. Nel cuore della notte è arrivata la svolta alle indagini. Le persone arrestate sono Luigi Nerini, 56 anni, amministratore della società Ferrovie del Mottarone che gestisce la funivia, Gabriele Tadini e l’ingegnere Enrico Perocchio. Sono stati portati in carcere a Verbania. Le accuse nei loro confronti sono omicidio colposo plurimo, disastro colposo e rimozione degli strumenti atti a prevenire gli infortuni aggravato dal disastro e lesioni gravissime.

L'analisi dei reperti ha permesso agli inquirenti di accertare che la cabina precipitata presentava il sistema di emergenza dei freni manomesso. Lo ha spiegato il procuratore di Verbania, Olimpia Bossi, secondo cui il forchettone che tiene distanti le ganasce dei freni che dovrebbero bloccare il cavo portante in caso di rottura del cavo trainante, non è stato rimosso per «evitare disservizi e blocchi della funivia».

«La rottura del cavo è stata l'innesco della tragedia. Ora si tratta di approfondire quanto accennato sui freni. Abbiamo bisogno dell'intervento dei tecnici». Il forchettone utilizzato per evitare che la funivia si fermasse di continuo avrebbe causato la mancata attivazione dei freni. Un «gesto materialmente consapevole» probabilmente per evitare disservizi e blocchi della funivia che da quando aveva ripreso servizio, presentava delle anomalie.