STRAGE DELLA FUNIVIA - Le immagini dal Mottarone di vigili del fuoco e soccorso alpino - FOTO e VIDEO

MOTTARONE - Restano gravi ma stazionarie le condizioni del bambino di cinque anni, unico sopravvissuto all'incidente della funivia del Mottarone di ieri, domenica 23 maggio 2021. Il piccolo è ricoverato all'ospedale infantile Regina Margherita di Torino: dopo l'intervento di ieri la prognosi resta riservata. Al momento è intubato e sedato. In ospedale è arrivata la zia del bambino, sorella del padre che nell'incidente è morto con la moglie e con l'altro figlio di due anni. La famiglia, di origini israeliane, viveva in provincia di Pavia. 

Queste le 14 vittime della sciagura: Amit Biran, classe 1991 e Tal Peleg, classe 1994, entrambi residenti a Pavia e il loro bimbo, Tom Biran di soli 2 anni. I coniugi Barbara Cohen Konisky, nata nel 1950, e Itshak Cohen, del 1939, bisnonni del piccolo Tom. I fidanzati Mohammadreza Shahaisavandi, iraniano di 23 anni, e Serena Cosentino, nata a Belvedere Marittimo il 4 maggio del 1994. Silvia Malnati, nata a Varese nel 1994, e Alessandro Merlo, nato a Varese nel 1992. Vittorio Zorloni nato a Seregno l'8 settembre del 1966, Elisabetta Persanini e il piccolo Mattia Zorloni, nato nel 2015. Angelo Vito Gasparro, nato a Bari il 24 aprile 1976, e Roberta Pistolato, nata a Bari il 23 maggio del 1981, residenti in provincia di Piacenza.

È in programma questa mattina, al Palacongressi di Stresa, un incontro con il ministro delle Infrastrutture, Enrico Giovannini, e il capo del Dipartimento nazionale della Protezione Civile, Fabrizio Curcio, per fare il punto sull'incidente. Saranno presenti anche il governatore del Piemonte, Alberto Cirio, il vicepresidente e assessore alla Montagna, Fabio Carosso, e l'assessore regionale a Infrastrutture, Trasporti e Protezione Civile, Marco Gabusi, il sindaco di Stresa, Marcella Severino, e il prefetto di Verbania, Angelo Sidoti.

Oltre alla rottura del cavo, l'inchiesta della Procura di Verbania dovrà stabilire perché non ha funzionato il freno di emergenza della cabina. La mancata attivazione ha fatto sì che la cabina, dopo la rottura del cavo, abbia preso velocità, iniziando a scendere, finendo così catapultata fuori dai cavi di sostegno.