
Per le due pluriclassi della scuola elementare di Sparone, l'anno scolastico si è aperto con una "gustosa" novità. Niente più mensa nel piccolo plesso del paese. Alle 12.30, quando suona la campanella, si va a mangiare al ristorante. Idea del Comune per sopperire all'addio della ditta che aveva in gestione il servizio pasti. «Ci hanno comunicato in extremis che non sarebbero più riusciti a onorare l'impegno - dice il sindaco Anna Bonino - così siamo corsi ai ripari». La soluzione è unica in Italia, probabilmente, e ha raccolto il favore dei genitori che hanno già ringraziato il Comune. Tutti a pranzo nel ristorante «Stella d'Italia» che si trova a meno di 50 metri dalla scuola. All'uscita, il nonno vigile controlla la viabilità e, insieme alle maestre, accompagna i bimbi al pranzo. Due volte alla settimana in occasione dei rientri pomeridiani.
«L'alternativa era tagliare i rientri - dice il sindaco - ma sarebbe stato come privare la scuola di un servizio determinante. E la scuola, nei piccoli paesi come il nostro, è fondamentale per evitare che le famiglie vadano a vivere altrove». L'esperimento di Sparone sembra funzionare. Oltretutto, trattandosi di una decisione piovuta sulla testa delle famiglie, sarà proprio il Comune ad accollarsi i costi in più. Per mamme e papà il buono mensa continuerà a costare come l'anno scorso. «La dirigenza scolastica di Pont ha accettato a patto che i bimbi vengano sorvegliati nei loro spostamenti - dice il sindaco - e per questo ci siamo affidati ai volontari che ci danno una preziosa mano. Non posso che ringraziare loro, le famiglie, gli insegnanti e i gestori del ristorante che hanno accettato di venirci incontro in un momento oggettivamente complicato».
Il numero, ovviamente, aiuta. Sono una quindicina che usufruiscono della mensa al ristorante. Un numero che rende l'operazione alla portata di tutti. «Sperimenteremo quest'anno perchè abbiamo dovuto risolvere il problema a due giorni dall'inizio della scuola - dice ancora il sindaco - poi vedremo cosa fare». Risposta diplomatica ad eventuali mugugni per la spesa supplementare che il Comune ha deciso di accollarsi per non generare ulteriori disagi alle famiglie.
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