SPARONE - L'azienda ritira i trasferimenti: vincono i dipendenti
Dopo le due ore di sciopero di mercoledì, i vertici dell’ex Ims di Sparone hanno deciso di congelare il trasferimento di venti lavoratori nello stabilimento gemello di Druento. Trasferimento che era stato pesantemente contestato dai sindacati. Ieri si sarebbe dovuto svolgere un altro sciopero di otto ore ma, a fronte della decisione dell’azienda, i lavoratori hanno rinunciato alla protesta. «E’ arrivato dalla proprietà un segnale di distensione – dice Fabrizio Bellino della Fiom-Cgil – avevamo chiesto il congelamento di questi trasferimenti già qualche settimana fa, preoccupati per il futuro dello stabilimento di Sparone». I sindacati hanno comunque chiesto un incontro all’azienda sul piano industriale.
 
«I dipendenti sono tutti residenti nell’alto Canavese – conferma Fabrizio Bellino della Fiom - è chiaro che se ci fossero ripercussioni sulla forza lavoro di questo stabilimento, sarebbe un vero e proprio dramma per tutta questa zona che, purtroppo, ha già pagato un prezzo altissimo a causa della crisi».
 
Quella di Sparone è un’azienda storica della valle Orco. Fondata nel 1951 dai fratelli Ceresa è diventata Ims con il passaggio al gruppo dell’imprenditore Girolamo Pepe di Leinì. Dopo due anni di difficoltà, l’arrivo del gruppo Tiberina ha, se non altro, scongiurato la chiusura della fabbrica. Ma, a quanto pare, la strada per uscire definitivamente dalla crisi è ancora in salita.