SPARONE - Ex Ims: sindacati soddisfatti. Domani referendum
L'ipotesi di accordo sul salvataggio da parte del gruppo Tiberina dell'ex Ims di Sparone passerà domani al vaglio dei 221 lavoratori, chiamati a votare il referendum che darà l'eventuale via libera ai sindacati per la sottoscrizione dell'accordo definitivo. La Mtd assumerà tutti i 221 attuali lavoratori attraverso l’acquisto dei rami aziendali dal fallimento e procederà con una richiesta di cassa integrazione straordinaria per almeno 12 mesi per la gestione dell’insaturazione produttiva attuale. 
 
Vito Bianchino, segretario della Fim Cisl dichiara «è stata una trattativa complessa, sempre sul filo del rasoio tra conclusione e rottura. La responsabilità era grande, di mezzo ci sono famiglie e territori che dovevamo tutelare, mantenendo il giusto equilibrio tra le richieste aziendali, quelle sindacali e la salvaguardia del lavoro in zone che non ne offrono più. Pensiamo unitariamente di esserci riusciti. Ora auspichiamo in un forte consenso dei lavoratori che ci consenta di affrontare il processo di riorganizzazione aziendale». Un mancato accordo avrebbe dato il via libera al gruppo Tiberina di procedere unilateralmente assorbendo dal fallimento solo il personale necessario (quindi 80/120 erano esuberi) alle condizioni retributive minime contrattuali ivi compreso la perdità delle anzianità di servizio. «Non potevamo permetterci una così grave situazione sociale, non potevamo abbandonare all’unilateralità aziendale i lavoratori ed un territorio ed è per questo che abbiamo anche accettato sacrifici sui contratti aziendali mantenendo però l’operatività attuale del sito di Sparone e complessivamente la salvaguardia occupazionale di tutti i lavoratori».
 
L'accordo prevede anche la ricollocazione dei dipendenti dello stabilimento di Druento nei siti del gruppo di None e Pinerolo, e l'impegno da parte dell'azienda di ricercare investimenti che creino le condizione per dare continuità al sito di Sparone e per la ricerca di nuove commesse. Fabrizio Bellino e Pino Lo Gioco, responsabili Ims per la Fiom-Cgil torinese, dichiarano: «Si è trattato di un accordo difficile, che comporta sacrifici non indifferenti per i lavoratori, ma che getta le basi per far ripartire l'azienda dal fallimento. Siamo riusciti a mettere in sicurezza l'occupazione e a salvaguardare la missione industriale del sito di Sparone nelle sue tre attività, costruzione stampi, stampaggio, e lastratura».